di Simone Balocco - Sabato 2 marzo, alle 20:45, al “Piola” di Novara, si disputerà uno degli incontri più attesi di tutto il girone A di Serie C: il derby Novara-Pro Vercelli. Vista la collocazione territoriale delle due città, il match viene chiamato “derby delle risaie” dal nome degli appezzamenti di terreno dediti alla coltivazione del riso che dividono le due città e che caratterizzano l'economia delle due province. Il match è valido per la ventinovesima giornata di campionato e vede i vercellesi terzi in classifica mentre i novaresi sono noni. Il match di andata si chiuse sul punteggio di 1-1, con le reti, entrambe su rigore, di Gladestony e Cacia. Per l'attaccante del Novara, gol numero 150 tra i professionisti. Il match di sabato sarà il ventottesimo tra le due squadre nella città del gorgonzola: il bilancio è di tredici vittorie azzurre, sei vittorie vercellesi ed otto pareggi. L'ultimo successo delle maglie bianche a Novara risale alla scorsa stagione, con la Pro che non vinceva il derby in trasferta da diciassette anni (era il 5 novembre 2000, in Serie C2), mentre l'ultimo pareggio (0-0) è datato 12 marzo 2017, con l'allora portiere del Novara, David da Costa, che parò sotto il settore “ospiti” di viale Kennedy il rigore calciato da Mattia Aramu. Anche se giocata Vercelli, la vittoria bicciolana al 94' del 16 ottobre 2016 fu storica: prima vittoria vercellese nel derby in Serie B dopo ottant'anni. L'ultima vittoria del Novara nel “derby delle risaie” in casa è data 23 dicembre 2012, con gol di Romano Perticone e di Pablo Andrés Gonzalez. Il primo “derby delle risaie” si disputò il 9 febbraio 1913, in piena epoca del Quadrilatero del calcio piemontese (con Casale e Alessandria), con una netta vittoria vercellese per 6-0: era il campionato di Prima categoria ed allora la Pro Vercelli era una schiaccia-sassi, con già quattro scudetti in bacheca, mentre il Novara era alla sua prima stagione ufficiale. Quell'anno la squadra vercellese vinse il quinto dei suoi sette scudetti, mentre il Novara si piazzò al quinto posto nel campionato piemontese. La prima vittoria del Novara nel derby arrivò solo il 29 settembre 1935 e finì 5-1. Molti (forse) non lo sanno, ma sino al 1927, Novara-Pro Vercelli era un derby provinciale fino al distacco della Provincia di Vercelli da quella di Novara: prima di allora di “derby del riso” novaresi se ne disputarono otto (divisi tra due campionati di Prima categoria e due di Prima divisione), con sette vittorie bicciolane, un pareggio e ventiquattro reti segnate dai vercellesi contro le quattro azzurre. Erano gli anni del Quadrilatero, un calcio pionieristico dove la domenica i tifosi facevano la spola sulla Strada statale 11 Padana Superiore in bici con pranzo al sacco, tanta passione e abiti eleganti perché allora allo stadio di andava con l'abito e con in testa il cappello. Per la prima volta dopo tantissimi anni, la Pro Vercelli arriverà a Novara davanti alla formazione azzurra in classifica: Cacia e compagni sono reduci dalla pausa (forzata) contro la Pro Piacenza e si presenteranno con il nuovo allenatore Giuseppe Sannino, mentre capitan Mammarella e soci sono reduci dalla sconfitta bruciante di domenica in casa contro il Pisa. Si spera che il “Piola” novarese possa riservare una bella cornice di pubblico sabato sera, come è sempre stato negli ultimi derby giocati. Perché “Piola novarese”? Semplice, perché non solo lo stadio del Novara è intitolato a Silvio Piola, ma anche quello della Pro Vercelli. Motivo? Piola ha debuttato nei professionisti, il 16 febbraio 1930 (Bologna-Pro Vercelli), a sedici anni, con la maglia dei leoni vercellesi e ha chiuso la carriera con la casacca del falco novarese (la sua ultima partita fu il 7 marzo 1954, Novara-Atalanta) Piola è ad oggi il primatista di reti in Serie A con le maglie di Novara e Pro Vercelli con 70 e 51 reti ed è venerato ancora oggi anche dai tifosi più giovani. Lo stadio dove oggi gioca il Novara, sito in viale Kennedy, è stato inaugurato il 22 gennaio 1976 e dal 1997 è intitolato al bomber di Robbio, mentre lo stadio vercellese di via Massaua, costruito nel 1932, fino al 1998 era intitolato all'aviatore vercellese Leonida Robbiano per poi vedere un cambio della guardia come intitolazione. Per motivi “di categoria” calcistica, il “derby delle risaie” è tornato a disputarsi il 5 febbraio 1978 dopo dopo trent'anni dall'ultimo incontro (in Serie B, il 30 novembre 1947): per sopperire in quegli anni alla carenza di calcio, le due città si sfidavano a colpi di stecca e pallina in fantastiche partite di hockey su pista tra gli azzurri dell'Hockey Novara da un lato e i giallo-verdi dell'Amatori Vercelli dall'altro. Questi due incontri, sold out nei rispettivi palazzetti (PaladalLago a Novara, PalaIsola a Vercelli) e sempre a rischio incidenti tra le due tifoserie, erano il non plus ultra della tecnica hockeistica nazionale. Le due squadre non solo fornivano giocatori alla Nazionale italiana, ma tra gli anni Ottanta e i primissimi anni del nuovo secolo hanno vinto quindici scudetti, quindici Coppe Italia e cinque Coppe CERS (l'allora “Coppa UEFA” dell'hockey pista), per non parlare di tre finali di Coppa dei Campioni perse. Ma il “derby delle risaie” va oltre il concetto di mera classifica. Il “derby delle risaie” non può essere descritto, va vissuto. Perché per le due tifoserie è la Partita con la P maiuscola, quella che vale l'intera stagione, la partita da vivere prima, durante e dopo i novanta minuti giocati. Ed in casa Novara, come in casa “Pro”, si sta facendo il count down in vista del match di sabato sera. Tutta la settimana, sia nella città di San Gaudenzio sia in quella di Sant'Eusebio, non si parla d'altro: l'incontro è atteso tra le due tifoserie in maniera spasmodica e sui social network è iniziata una “battaglia” a ritmo di sfottò che stanno rendendo l'attesa della partita di sabato come una sorta di vigilia di Natale. Il “derby del riso” è come l'attesa che hanno gli italiani, ogni 24 dicembre, nel vedere “Una poltrona per due”: spasmodica. Ah gli sfottò di Novara-Pro Vercelli: i novaresi chiamano “conigli” i vercellesi, i vercellesi chiamano “puffi” i novaresi. Un po' come nel Superclásico tra Boca Juniors e River Plate dove le rispettive hinchade “La Doce” e “Los Borrachas del Tablòn 14” sono chiamate, dagli avversari rispettivamente “bosteros” e “gallinas”. Il Superclásico di Buenos Aires è considerato una delle 50 cose da vedere prima di morire, mentre il “derby delle risaie” non è considerato così imperdibile, ma le due tifoserie non vogliono assolutamente perderlo. Sugli spalti, le due curve hanno sempre dato sempre il meglio di sé e sono state il “dodicesimo” uomo in campo. Da una parte i tifosi azzurri che in questi dieci anni si sono “rifatti gli occhi” prima con l'esodo dei tredicimila tifosi a San Siro in Coppa Italia contro il Milan con gli azzurri allora in Lega Pro e poi i tre ottavi di finale della coppa nazionale in dieci anni, la doppia promozione Lega Pro-Serie A, i sei punti su sei conquistati contro l'Inter ed una squadra che è stata tra il 2011 ed il 2017 per ben quattro volte tra le prime trenta squadre d'Italia nonché essere una delle tredici squadre di calcio italiane a non essere mai fallite e non aver mai giocato nei campionati dilettantistici. Dall'altra una tifoseria che vive di (bei) ricordi passati perché sette scudetti (anche se l'ultimo risale a 97 anni fa), sono sette scudetti, come quelli vinti sommando quelli di Roma, Lazio, Napoli (o Fiorentina) ed una Serie A che a Vercelli manca dal 1935. Una tifoseria che forse guarda con un po' di sana invidia quella rivale, ma che si porta in dote la vittoria di due degli ultimi tre derby. Per un tifoso non c'è cosa più bella che vincere il derby: di riffa o di raffa, con un gol da cineteca o per una rete all'ultimo respiro, l'importante è vincere. Per le due tifoserie, questa partita è attesa, come detto, un po’ come il Natale per i bambini e chi perde riceverà (metaforicamente) il carbone nero della Befana. Novara e Pro Vercelli, nate (calcisticamente) pochi anni l'una dall'altra (1908 i padroni di casa, 1903 la sezione “calcio” degli avversari) e parti fondanti di quel “quadrilatero” che negli anni Venti era il meglio dell'allora calcio nazionale. Novara e Vercelli, due città distanti poco più di venti chilometri, ma rivali su ogni cosa: paniscia contro panissa, biscottini contro bicciolani, Re Biscottino e Regina Cuneta contro Bicciolano e Bela Majin, Silvio Piola azzurro contro Silvio Piola bianco. Ladies and gentlemen, that's “derby del riso”: Novara contro Vercelli, Curva Nord contro Curva Ovest. Gonzalez, Cacia ed Eusepi contro Massimiliano Gatto, Morra ed Emmanuello. Mister Beppe Sannino (al debutto sulla panchina azzurra) contro mister Vito Grieco. Falco contro leone. Novara contro Pro Vercelli, una partita da pelle d'oca per l'attesa infinita di vedere scendere in campo i due undici: le maglie azzurre da un lato, le bianche casacche dall'altro. I presupposti per una grande partita ci sono: toccherà agli interpreti in campo dimostrare di che pasta sono fatti e far sognare il loro popolo. Azzurro o bianco che sia. Sabato chi ci sarà, ci sarà. Chi non ci sarà si perderà un incontro che ha quel sapore genuino di campanilismo che caratterizza derby provinciali di questo tipo, vero sale del calcio nazionale.
Senza categoria
novara pro vercelli arrivo derby delle risaie
© RIPRODUZIONE RISERVATA