di Franco Ordine -

Tutti si chiedono cosa succede a Higuain. È inevitabile se un bomber come lui è a secco da sette partite e se in particolare continua a dare segni di nervosismo e insofferenza che mal si conciliano con la sagoma di un leader schierato nella convinzione di riuscire a coinvolgere e trascinare il resto della truppa.

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Sette partite senza gol, 32 tiri in porta nelle ultime esibizioni senza mai fare centro sono i numeri che documentano la crisi del Pipita. A proposito di nervosismo anche Cutrone comincia a dare segni d’insofferenza per il cambio reso quasi inevitabile dalla prova incolore. Il quesito da porsi è il seguente: siamo sicuri che sia tutta colpa di Higuain e Cutrone? La risposta immediata è un’altra.

Proviamo a dare due indizi prima di raggiungere la prova: il primo si riferisce al gioco poco fantasioso, scontato e orientato sempre sul varco centrale della difesa bolognese, il secondo invece riguarda lo smalto dei due fantasisti, Suso e Calhanoglu, che avrebbero dovuto e potuto rifornire sia Higuain mai servito in modo adeguato, che Cutrone. La sintesi è dunque diversa: Gattuso deve metterci del suo nel fornire alla squadra un numero maggiore di schemi d’attacco che rendano meno vano e quasi inutile il lungo palleggio e il possesso palla innocuo. Anche Higuain e Cutrone, invece, di guardare spesso sconsolati i loro sodali, forse devono mettere da parte i nervi a provare a fare qualcosa di più e di meglio.

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