di Davide Capano - Ci sono isole negli occhi e molte conchiglie nei cuori. Poi c’è Paquetà che fa rima con qualità e quantità. Rara avis in terris, nigroque simillima cygno, «uccello raro sulla terra, quasi come un cigno nero». Così lo definerebbe il poeta e retore latino Giovenale. Già, perché il 35esimo brasiliano nei quasi 120 anni di storia del Milan è un bastimento che non ha paura del mare aperto. Da piccolo gli dicevano di non poter giocare dato il fisico troppo esile. Oggi invece pensa e disegna calcio con muscoli rocciosi tipo faraglioni e piedi armoniosi. LP39 possiede una “luccicanza” e degli istinti che non si insegnano. Ama il sushi, condivide la passione per il tennis con la moglie Maria Eduarda Fournier ed è grande amico di Vinícius Júnior del Real Madrid. “Vorrei aiutare il Milan a vincere, e vorrei crescere ed essere sempre felice indossando questa maglia”, furono le prime parole di Lucas Tolentino Coelho de Lima appena sbarcato in Italia. Eppure la canzone preferita dal credentissimo 39 milanista è Zona Sul di Mc Cabelinho. Squadra di basket nel cuore? I Los Angeles Lakers. Ecco perché ogni partita è buona per convocare i tifosi rossoneri e ballare il ballo del Paquetà. Quando vuole, poi, apre le difese come un ferro bollente in un panino di burro. L’obiettivo? Aiutare il Diavolo a riprendere la strada della Vittoria. Quest’anno declinata sotto-forma di qualificazione in Champions e trionfo in Coppa Italia. Sicuramente il nonno (primo indimenticato allenatore) gli darà una grossa mano da lassù… Paquetà, l’isola rossonera che c’è!
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