di Mattia Marinelli - Dopo Madrid non c'è stato un solo accenno di passo indietro. Da parte di chicchessia. Solo escalation. Dalla patatine all'immondizia. Dall'insensibilità al crimine sportivo. Dallo stupro al ti aspetto in ritiro che ti piace. Nessuno che abbia delimitato, ricondotto, circoscritto. No, solo fughe in avanti nell'ansia di sfogarsi, di rimarcare, di avere l'ultima parola agli occhi del mondo. E' così pessima la vicenda verbale e non solo verbale post Madrid che anche uno come Crozza ha finito per abbruttirsi nel trattarla. Alla fine di tutto questo, ecco cosa accade...che un video scanzonato, privato e sioccherello, un gioco fra parenti diventa il vero casus belli. E l'unico che deve scusarsi e cospargersi il capo di cenere è lui e proprio lui; lui o solo lui: Donnarumma. A Napoli si era scatenato di tutto per la mano sul tiro di Milik, i siti partenopei erano già arrivati a richiedere la squalifica del portiere del Milan per violazione delle norme di comportamento della Federazione Italiana Giuoco Calcio... Secondo altre opinioni e altre riletture, invece il giovane Gigio ha dato delle scuse che non avrebbe nemmeno dovuto fornire. Dopo le minacce di morte ricevute, forse il ragazzo avrebbe dovuto rimanere in silenzio come normalmente fa nelle vicende di calciomercato. Ma al netto di tutto ha chiarito, sia l'amore per la sua terra che lo sfottò completamente svincolato nel video privato per lo zio da vicende di campo: ci ha messo la faccia lui, in chiaro. Mentre tutto il resto, dalle Iene allo stupro, viene ricoperto di polvere. Con la stessa sabbia che viene dal Sahara quando, di questi tempi, piove un po'...
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