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pensieri semiseri due giorni dal sacco torino

Redazione Derby Derby Derby

di Davide Capano - A Napoli, dopo il Sacco di Torino, trasborda entusiasmo d’altri tempi. Da Capodichino al Vomero, passando per la fontana del Carciofo. Il gol di Koulibaly per metà dell’Italia pallonara (senza essere ipocriti) è stato saporito come una sfogliatella. Numeri acchiappamipiace bombastici griffati dal popolo dei masanielli. La Juve (due gare perse in casa in questo campionato, una in più che nei precedenti 4 tornei) è sembrata avvolta da atassia mentale. Assomigliava quasi a un rubizzo stakanovista vacante nelle gambe e nella testa. Il Napoli ha recuperato punti conseguendo la Laurea Triennale in Scienze dello Stadium dopo sei anni. Ora Insigne&compagni proveranno a ottenere la Magistrale per completare il percorso di studi Scudetto. La compagine dell’ex bancario Sarri è a pochi passi dall’ingresso nell’Ermitage della Storia. Però quello che oggi è “trend topic”, domani potrebbe diventare fuffa. D’altronde la fortuna è un’entità impalpabile da maneggiare. Anche al 90esimo spaccato, come ci insegnano splendori e miserie del gioco del calcio.

Che si tratti di zuccata “made by” cristone senegalese che svetta a 248 centimetri nella troposfera, o di fallo in area a trentatré secondi da un’impresa omerica a Madrid. Alle due regine del campionato più bello d’Europa mancano quattro torride tornate al traguardo; eppure la sensazione è che fino al 20 maggio saranno sempre meno le occasioni di “spiegabilità del fallimento” da una parte o dall’altra. L’importante è non prendersi troppo sul serio e godersi nei prossimi weekend pizza fritta napoletana, fritto misto piemontese e sani sfottò, il pepe nero del calcio. Se a Napoli hanno un sogno nel cuore, a Torino vogliono superare il pugno di zolfo preso sui ventricoli alle 22.30 di una domenica di aprile. Juve e Napoli, Napoli e Juve, tutti alla ricerca del ministero della felicità calcistica, di un calcio che resta sempre speranza di spensieratezza possibile. Vedremo se l’esperienza bianconera alla Kant cederà il passo all’estetica napoletana alla Nietzsche. C’mon Guys!