di Franco Ordine -
Quanto costa disobbedire a un provvedimento disciplinare dell’arbitro? Lo capiremo tra poche ore appena sarà reso pubblico il bollettino del giudice sportivo e conosceremo il contenuto del referto di Banti, arbitro dell’ultimo Lazio-Milan. È stato proprio il fischietto livornese a subire l’insubordinazione da parte del tecnico laziale Simone Inzaghi il quale, dinanzi al provvedimento comunicato, ha risposto una, due, tre volte, inquadrato dalla tv: “Non me ne vado!”.
E infatti per qualche istante ha provato a resistere, restando sul posto e impartendo disposizioni ai suoi prima di arrendersi al primato del regolamento e imboccare la scaletta facendo la furbata di fermarsi a mezza strada per poi abbandonarla del tutto. Non è mai successo, in questi tempi di calcio ripreso dalle telecamere, che un tesserato si sia prodotto in una ribellione di questo genere. Che ha il potere, visivo e non solo, di delegittimare la figura dell’arbitro.
Capiremo tutto dal referto e dal provvedimento successivo. Se Simone Inzaghi, che per tutta la serata ha fatto il matto in panchina protestando a ogni fischio di Banti, si è tolto la giacca, ha sacramentato, non sarà adeguatamente punito, allora ogni discorso di Nicchi e della sua ciurma sarà vano. E avremo finalmente capito che a Roma Simone Inzaghi si avvale, nel suo piccolo, della quota di controllo politico di Lotito.
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