di Mattia Marinelli - A fine maggio si era sparsa la voce, poi smentita seccamente dalla Figc, che il Milan non sarebbe stato iscritto al campionato. Un attimo volato via, ma durato una eternità per i tifosi rossoneri. Poi, la Uefa, con i rossoneri non solo confinati fuori dall'Europa, ma addirittura costretti ad essere soddisfatti per l'esclusione di un anno anzichè di due. Giorni, settimane, in cui di mercato nemmeno a parlarne. Sono stati due i mesi brutti del Milan, dall'ultima settimana di maggio al penultimo sabato di luglio, quando è cambiato il mondo e tutto è svoltato. Non più le cordate cinesi ma Elliott, non più Yonghong Li ma Scaroni, non più Fassone e Mirabelli ma Leonardo. E dallo sprofondo, i tifosi del Milan si trovano ormai a sfiorare con mano Higuain e Caldara. Le due metà del cielo del calcio, l'attaccante esperto e navigato che la butta dentro, il difensore serio e tecnico che sta sbocciando da giovane qual è. La tifoseria rossonera sgrana gli occhi, non soltanto per metabolizzare i cambiamenti e considerare lo scampato pericolo, ma soprattutto per prepararsi a nuove sensazioni che non immaginava nemmeno di poter rivivere in tempi così brevi. Higuain ha battuto il record di gol in Campionato che era di Nordahl e sembra sul punto di arrivare a riempire quella casella che era stata lasciata libera dal suo connazionale Tevez sei anni fa. Dal canto suo Caldara potrebbe davvero comporre con i vari Conti, Calabria e Romagnoli, quella linea difensiva giovane e di talento che inorgoglirebbe non solo i milanisti ma tutto il calcio italiano. Insomma, da non credere.
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