di Enrico Vitolo - Falso allarme. Tranquilli. Dopo la trasferta di Napoli, la sua Napoli, c'era chi gridava già aiuto. Come se appena novanta minuti di gioco, i primi ufficiali della stagione, potessero bastare per far nascere immediatamente le prime preoccupazioni. Ma dopo i successivi duecento settanta la conferma è indubbiamente arrivata, di tutt’altro genere però visto che l'allarme l'hanno fatto scattare gli avversari. Il panico, infatti, ha preso il sopravvento, sia in Italia che in Europa. Allo stesso modo. Chiunque si ritrovi di fronte Gonzalo Higuian è costretto a sventolare bandiera bianca. Come chiaro segnale di resa. Perché fermare l'argentino sta diventando complicato. Tanto complicato. Prima un grande assist contro la Roma, occasione nella quale si è svestito dei panni del bomber per indossare quelli del numero dieci, poi le reti da uomo di area di rigore contro Cagliari e Dudelange. Tutte giocate decisive, di fatto le uniche che hanno permesso al Milan di conquistare i primi punti della stagione. Dunque allarme subito interrotto. Ma non c'erano dubbi. Neppure uno. Non poteva essere altrimenti con el pipita. Ovunque è andato ha sempre fatto la voce grossa, sin da subito. La media in maglia rossonera rispecchia alla perfezione tutte quelle fin qui messe in archivio negli anni disputati in Italia. Alla prima stagione con il Napoli si presentò con 3 gol (Dortmund, Chievo, Atalanta) e 1 assist (Chievo) tra campionato e Champions League, l’anno seguente si fermò a 1 gol (Athletic Bilbao) e 1 assist (Genoa) tra preliminare di Champions e serie A, mentre nel 2015-16 prima del grande addio ai rivali mise a referto 2 gol (doppietta alla Samp) tra il torneo italiano e l’Europa League. Sulle stesse frequenze ha viaggiato anche nei due anni vissuti a Torino con indosso i colori bianconeri della Juventus: 3 gol (2 al Sassuolo e 1 alla Fiorentina) nel 2016-17 tra serie A e Champions, 2 reti (Cagliari, Chievo) e 1 passaggio decisivo (Genoa) appena un anno fa tra campionato ed Europa. Tutto questo è Gonzalo Higuain, ai futuri avversari non resta che prepararsi a far scattare l’allarme. L’Atalanta è avvisata.
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