di Enrico Vitolo - Non avrà certamente le stesse doti di Bolt, ma lo scatto di Gonzalo Higuain effettuato in questo primo scorcio di stagione è sembrato molto da velocist a. Quello appena concluso con la maglia del Milan è stato infatti in assoluto il più veloce da quando gareggia in Italia: 6 gol in 7 partite disputate tra serie A (Cagliari, Atalanta, Chievo) ed Europa League (Dundelange e Olympiakos). Solo contro Napoli e Roma lo score personale non è stato “sporcato” con una rete. Ma poco importa, meglio di così non poteva cominciare la tanto attesa avventura in rossonero. Ma tutto questo non deve risultare una sorpresa. Per chi ha superato quasi in scioltezza il record di gol in una singola stagione di serie A e ha saputo realizzare 232 reti in 406 gare giocate nei vari campionati in cui è stato protagonista, provare a superare se stesso continua ad essere l’obiettivo più grande. Quella voglia matta di voler continuare a stupire e soprattutto di voler continuare a vincere lo rendono ancora oggi un attaccante diverso da tutti gli altri. Anche da el pipita delle scorse stagioni. Mai come quest’anno, infatti, l’argentino era stato così incisivo negli ultimi sedici metri nel corso dei primi due mesi della stagione. Al debutto nel Belpaese segnò 4 gol nelle prime 7 partite disputate tra serie A e Champions League con il suo vecchio amore Napoli, l’anno seguente si fermò a 2 centri segnati uno nei preliminari di Champions e uno alla prima in Europa League, nell’ultimo torneo invece affrontato dalle parti del Vesuvio si superò mettendo a segno 5 reti (tutte in campionato). Questo di fatto, prima della doppietta segnata al Chievo Verona domenica scorsa a San Siro, era stato il miglior inizio di Higuain in Italia, negli anni alla Juventus infatti le medie furono leggermente più basse. 4 gol in 7 partite (segnati tutti in A) alla prima annata in bianconero, appena 2 nella scorsa stagione (anche questa volta segnati solo in campionato). Quello di ieri sembra essere davvero un po' diverso dal Gonzalo Higuain di oggi, come detto non sarà Bolt ma è evidente a tutti che il numero nove rossonero non ha alcuna intenzione di volersi fermare.

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