di Davide Capano - Maurizio contro lo Special One. Hazard contro Lukaku. Kanté contro Pogba. Blues contro Red Devils. Shakera tutto questo e fai Chelsea-Manchester United. La sfida, valida per la nona giornata di Premier League (che regala anche il derby tra West Ham e Tottenham), è in programma domani alle 13.30 (ora italiana) a Stamford Bridge. Il Chelsea (in testa con City e Liverpool) viene da una striscia positiva tra campionato, Coppa di Lega ed Europa League di 9 vittorie e 2 pareggi, frutto di 22 gol fatti e 6 subìti. Lo United (ottavo con 13 punti, a meno sette dalla vetta con 14 reti al passivo) arriva all’appuntamento dopo il peggior avvio di stagione degli ultimi vent’anni, nonostante il successo al cardiopalma ottenuto in rimonta con il Newcastle di Rafa Benítez prima della sosta. Sarri e Mourinho, due conversatori scanzonati dallo stile graffiante e spregiudicato, sanno che senza un copione ci può essere solo improvvisazione e pressapochismo. Soprattutto ai tempi della iper-comunicazione. Ai guru italo-portoghesi piace vivere tra colpi di tacco e dialoghi socratici. Un esempio? Nella conferenza stampa pre-Newcastle il tecnico di Setúbal ha risposto alle sei domande dei giornalisti, convocati alle otto del mattino, in tre minuti e trentadue secondi, tempistica da gara di mezzofondo. A proposito di numeri: le statistiche dicono che nei 180 confronti giocati in 113 anni i Rossi di Manchester sono avanti con 77 vittorie, 49 pareggi e solo 54 sconfitte. Il primo duello fra i due club più titolati del torneo inglese è uno 0-0 datato Natale 1905. Nel prossimo scontro i protagonisti sul verde puntano ad andare oltre la dogana della diffidenza e fare scatti calcistici a lungo ruggito. D’altronde, quitters never win. Gli arrendevoli non vincono mai. Parola al campo. Shine bright like a diamond! Canterebbe Rihanna…
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