di Dario Claudio Bonomini - Le inaspettate lacrime di Wanda Nara, domenica sera a Tiki Taka, devono aver turbato perfino il caustico juventino Mughini che, sprofondato nel divano d’ordinanza, accavallava come solo lui sa fare le gambe segaligne esibendo il corto calzino variopinto mentre, per non cedere alla commozione generale, fissava con l’immobilità di una sfinge il soffitto dello studio Mediaset. La chiamata in diretta dell’a.d nerazzurro Marotta ha tranquillizzato la bionda moglie/procuratrice del centravanti nerazzurro – oltretutto vittima con un bambino in macchina di un brutto e incivile episodio di aggressione - e posto forse le basi per un riavvicinamento fra le parti. L’ambiente nerazzurro è stato rinfrancato prima dell’ora di cena dalla importantissima vittoria sulla Sampdoria, utile per consolidare il terzo posto e ridare fiducia ad un gruppo che poco a poco sembra ritrovare un paio di pedine fondamentali. Il Bad Boy Nainggolan è stato autore del gol vittoria mentre il croato Perisic, specialmente nel secondo tempo, ha dato segni di risveglio fornendo finalmente una buona prova. Questi due giocatori, insieme con un Icardi che ci auguriamo possa tornare al più presto in campo, saranno fondamentali per raggiungere i due obiettivi rimasti: conferma del piazzamento Champions e possibilmente un percorso ancora positivo in Europa League. Non siamo d’accordo invece con chi sostiene che Perisic – uno dei presunti ammutinati a capitan Icardi – avrebbe giocato ieri contro l’argentino profondendo in campo l’impegno e le giocate dei tempi migliori. Perisic ha fatto una discreta partita ma niente di trascendentale visto che era scaduto ad un livello veramente imbarazzante per un giocatore del suo calibro. Lo Spalatino vuole da tempo cimentarsi nel campionato inglese e già all’arrivo di Spalletti nel 2017 voleva andarsene. Fu allora il tecnico toscano che lo convinse a restare. Quest’anno, dopo un ottimo Mondiale e un buon inizio di campionato, è subentrato un calo di forma impressionante seguito dalle inevitabili critiche al giocatore e all’allenatore che lo riproponeva sempre e comunque in campo. Pochi giorni prima della fine del mercato invernale la sua richiesta di essere ceduto, ma senza valide e concrete proposte per la società. Pensiamo quindi che il ragazzo si sia reso conto che l’unico sistema per essere ceduto - si vocifera di un accordo in tal senso per essere liberato a giugno -  sia quello di impegnarsi sempre al massimo e di tornare a dare il suo importante contributo realizzativo. Perisic quindi ha giocato per se stesso non contro Icardi, perché ha capito che difficilmente una squadra inglese di livello è così sprovveduta da acquistare un giocatore ormai oltre la trentina se fa pena in un campionato difficile come il nostro. Caro Ivan, la Swinging London può attendere, datti intanto da fare nella Milano nerazzurra.

gliicardi

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