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roma ai quarti champions 10 anni dzeko gennaio un brutto ricordo

Redazione Derby Derby Derby

di Angelica Cardoni - E' stata la notte della Roma. E' stata la notte di Edin Dzeko che con quel gol allo Shakhtar Donetsk ha ridonato entusiasmo e un sogno: i giallorossi hanno conquistato così l'accesso ai quarti di finale di Champions League. Non succedeva da dieci anni, quindi la festa è doppia. La standing ovation dell'Olimpico è tutta per lui che nella prima intervista post partita ha subito chiarito: “La standing ovation è per tutta la squadra”. Un gesto di umiltà, la stessa con cui Di Francesco ha raddrizzato il gruppo quando non stava marciando nel verso giusto. L'allenatore della Roma è riuscito a rimettere a posto le cose e adesso la sua squadra è tra le otto regine d'Europa. E' la sua vittoria. Quella del lavoro, della serietà, della testa bassa e dei risultati. Parola di Di Francesco. “Io voglio continuare a sognare con questa squadra: vivere serate di questo tipo, regala tante emozioni. L'atmosfera dello stadio è stata stupenda. Chi vorrei evitare al prossimo turno? Nessuna squadra in particolare. Vorrei evitare solo la paura. La Roma non deve temere nessuno".

Fattore Dzeko – Certamente i meriti vanno al gruppo, come ha detto lo stesso Dzeko, ma è impossibile non soffermarsi su di lui che ha deciso le sorti della partita. E pensare che nella sessione di mercato di gennaio era così vicino dall'abbandonare Roma. Direzione Chelsea. “Non volevo andare via: per partite come queste sono rimasto”, ha dichiarato dopo lo Shakhtar. Probabilmente cederlo sarebbe stato un brutto guaio. Per la società, per i tifosi e per una squadra che non può fare a meno di lui. Nonostante la poca continuità. Con quel gol, infatti, il bosniaco ha rinforzato un legame che a gennaio si era indebolito. Quel periodo sembra soltanto un lontano ricordo. Questa è la diciassettesima rete stagionale, il quarto gol nell'ultimo mese, il quarto in Champions, anche se ha partecipato – contando anche gli assist – a 6 degli 11 gol giallorossi in Europa. E adesso, non resta che pensare al futuro. “Gli avversari? Sono forti, ma lo siamo anche noi”. Insomma, la Roma è felice e continua a godersi una notte indimenticabile.