di Enrico Vitolo - In campo in questo week-end, ma con la testa già al prossimo. Il rischio è serio. Quasi inevitabile. Del resto si sa, il derby è una partita diversa da tutte le altre. Che nessuno vuole saltare, per nessun motivo al mondo. Lo sanno i diretti interessati, protagonisti involontari del prossimo turno di campionato, ma anche il loro allenatore che intanto continua a sfogliare la margherita per capire se “gioca o non gioca?”. Una domanda difficile, di quelle alle quali è complicato rispondere anche con l’eventuale supporto dell’aiuto da casa. Ma tant’è, ad Eusebio Di Francesco non resta che decidere. In palio un montepremi sostanzioso: i tre punti con il Frosinone, proprio per calarsi subito nel concetto di derby, e la presenza di Kostas Manolas, Alessandro Florenzi e Nicolò Zaniolo sabato 2 marzo allo stadio Olimpico per la sentitissima sfida contro i cugini della Lazio che nel frattempo attenderà di capire con ansia cosa accadrà in questo week-end. Già, perché complice il rinvio della gara con l’Udinese per Badelj, Immobile, Leiva e Luis Alberto il rischio squalifica è un peso che in questo momento non si sente minimamente. Un po' come nel caso di chi soltanto tra qualche settimana, per l’esattezza domenica 17 marzo, si ritroverà avvolto dalle emozioni del derby. In questo caso di quello milanese, che rimetterà uno di fronte l’altro il Milan e l’Inter. Nuovamente. A distanza di cinque mesi. Ma da quel minuto novantadue della sfida di andata sono successe tante cose: risultati clamorosi, una classifica ancora più ingarbugliata, addii eccellenti ed ovviamente una sequenza notevole di cartellini gialli rimediati dai rossoneri e dai neroazzurri. Esattamente quelli che potrebbero, chissà, complicare i piani futuri. Di sicuro non di Suso che sarà già costretto a saltare la sfida di venerdì sera contro l’Empoli, ma di Rodriguez che ad oggi è l’unico milanista in diffida. Decisamente più complicato, invece, è il momento che sta attraversando l’Inter, con D’Ambrosio, Martinez e Vecino che rappresentano attualmente il gruppetto dei cattivi a rischio squalifica. Ci siamo quasi, il conto alla rovescia è ufficialmente cominciato. E poco importa se prima Milan e Inter dovranno scendere in campo per disputare altre tre partite, il derby ha il potere di attirare a sé tutte le attenzioni. Anche con un mese di anticipo. Il derby non si può guardare, il derby va giocato. Punto!

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