di Cecilia Scassa - In Italia sono tantissimi ad amare il calcio sano.... tifosi, arbitri, guardialinee, giornalisti sportivi ... tutti possibili destinatari di osservazioni frutto di ricerca basata su fonti scientifiche confermate dalla passione che lega tanti appassionati a questo sport. La pubblicità è oggi in ogni settore un elemento impre scindibile dalle sponsorizzazioni e dal potere d’acquisto di un team atletico ma è importante riflettere su una considerazione. Il potere di massima risoluzione dell’occhio umano nella percezione della profondità è stimato intorno ai 30 metri; in più ci sono altri fattori di distrazione: scelta del colore delle maglie delle due squadre in campo (immaginavate che il cervello è più sensibile al bianco piuttosto che a punti colorati?) , affollamento dei giocatori nell’area piccola sia su calcio piazzato che su azione di gioco. Giusto quindi sottolineare che l’elemento di maggiore disturbo per un’esatta valutazione dell’azione in corso o di un eventuale fallo, è sicuramente rappresentato dallo scorrimento orizzontale della pubblicità a bordo campo. Non c'è Var che tenga. Non si potrebbe,prendendo esempio da sport come il Rugby, non dico tanto ma almeno bloccare il frenetico scorrimento ai bordi del campo di tali pubblicità almeno quando l’azione si svolge nell’area piccola? *Cecilia Scassa è Oculista appassionata di neuroscienza applicata allo sport

"SS Lazio v ACF Fiorentina - Serie A"

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