di Valentino Cesarini - Era una gara difficile per tanti motivi: Gattuso e i ragazzi che venivano da due sconfitte brutte, l’avversario non certo banale, un morale non altissimo, ma alla fine il Milan ha saputo reagire, sconfiggendo 3 a 2 la Sampdoria. Crisi finita? Aspettiamo per dirlo, perché “una rondine non fa primavera”, ma i tre punti di San Siro sono pesantissimi sia in chiave classifica che per il morale. Mercoledì nel recupero della prima giornata contro il Genoa, i rossoneri non possono sbagliare: servono i tre punti per restare aggrappati alla zona Champions, vero obiettivo della dirigenza. Non si può restare per il sesto anno fuori dalla massima competizione, sia per una questione d’immagine che per quella economica. Gattuso ha optato per il 4-4-2, con Laxalt e Suso esterni di centrocampo e la coppia offensiva formata da Higuain e Cutrone. La sensazione è che il modulo scelto oggi dal tecnico calabrese, qualcosa apporti e qualcosa tolga alla squadra. Cosa porta di positivo? Sicuramente il peso offensivo, perché il Milan con due punte di ruolo crea molti più pericoli alla difese avversarie e segna, come ieri sera, tre reti alla Sampdoria, che in nove giornate aveva subito solamente quattro goal. Porta il fatto che Cutrone e Higuain si trovano a meraviglia e si cercano di continuo (basta vedere l’azione del momentaneo 2 a 2 del Pipita). Cosa toglie questo modulo? Sicuramente un po' di peso in mezzo al campo, perché ovviamente è un modulo più offensivo. La difesa? La nota dolente di questa squadra. Sedicesimo goal subito in dodici gare (solo contro i semi-professionisti del Dudelange la porta è rimasta inviolata), ma soprattutto la facilità degli avversari di arrivare dalle parti di Donnarumma o Reina. Ieri sera, doppio errore di Calabria in occasione dei due goal e di Musacchio in quello del momentaneo pari di Saponara. E c’è un record negativo, non di poco conto: per la prima volta dal 1946, il Milan subisce goal per la quindicesima gara consecutiva in Serie A. Bisogna tornare indietro al 15 aprile 2018, quando il Napoli di Sarri non riuscì a segnare ai rossoneri. Fu quella, l’ultima volta che Donnarumma tenne inviolata la porta. La vittoria ha portato un po' di serenità in casa rossonera, la pista Conte si è raffreddata perché l’ex CT della nazionale dovrebbe essere il nuovo allenatore del Real Madrid, che di fatto dopo la manita subita al Camp Nou, è costata la panchina a Lopetegui, la classifica si è fatta un pochino più bella e mercoledì c’è la possibilità di avvicinarsi ancora di più alla zona Champions. Ma è chiaro che Gattuso non può dormire sonni tranquilli, perché nonostante la vittoria (meritata), il Milan deve crescere, deve migliorare la fase difensiva e deve migliorare sia nel gioco che negli schemi, considerando che nel calcio per confermare o esonerare un allenatore sono i risultati che ottiene nel campo.

Trio

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