di DDD - I social sono zeppi di definizioni per la grande sfida di andata in finale di Libertadores. Sotto La Curva: "Non si gioca per una coppa, si gioca per la gloria eterna. Non ci sono zone grigie, non ci sono mezze misure né compromessi. A qualunque latitudine guarderai questa sfida devi decidere da che parte della storia stare. #Boca o #River" Nina Ju: "Non c'è Serie A che tenga...solo #BocaRiver" Alessandro Baricco: "Dal River è passata gente come Kempes o Passarella (per i quali il termine "fighetti" non è d'aiuto), ma il supremo eroe, da quelle parti, resta Di Stéfano, uno di quei professori che ha inventato il calcio (e poi Sivori, naturalmente, e perfino Cesarini, quello della zona Cesarini, proprio lui: quando dai il tuo nome a un pezzetto di Tempo - il quale è solo di dio, dice la Bibbia - qualcosa nella vita lo hai fatto). Dall'altra parte, al Boca, sono naturalmente più veraci: a parte l'idolo Riquelme (calciatore malinconico, signore dello Slow Foot), e la meteora Maradona (passò, lasciò il segno, ma poi se ne andò velocemente, un po' troppo velocemente per i ricordi), gli eroi più tramandati sono due giocatori imbarazzanti: Palermo e Gatti. Palermo era una specie di Chinaglia, ma più rozzo, più inelegante, più elementare. Inguardabile, ma la metteva dentro, siempre: nessuno ha segnato più di lui con la maglia del Boca. "Olfato de goal", spiegano qui, con un'espressione per loro normale".
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