DerbyDerbyDerby Senza categoria sempre meno fisso posto dellallenatore serie
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sempre meno fisso posto dellallenatore serie

Redazione Derby Derby Derby

di Enrico Vitolo - Per dirla alla Checco Zalone, tutti vorrebbero avere il posto fisso nel proprio lavoro. Figuriamoci gli allenatori di calcio, per loro infatti le certezze non esistono. Mai. Il timore dell’esonero è sempre dietro l’angolo, anzi dietro a un risultato. Certe volte neppure una vittoria può bastare per evitare il peggio, figuriamoci una sconfitta o una serie di risultati negativi. Proprio quest’ultimi hanno giocato un brutto scherzo già a quattro allenatori della serie A nei primi mesi della stagione 2018-19: il primo a dover alzare bandiera bianca è stato Lorenzo D’Anna che dopo l’ottava giornata ha dovuto salutare tutti a Verona e lasciare così il suo posto sulla panchina del Chievo, al termine dello stesso week-end identico destino anche per Ballardini che è stato costretto a salutare il Genoa per fare spazio a Juric. Dopo l’undicesima giornata, invece, è toccato ad Andreazzoli dell’Empoli (Iachini il suo successore), mentre dopo la dodicesima ha vissuto lo stesso trattamento anche Velázquez (si attende l’ufficialità e il nome del successore). Una media, quella attuale, che di fatto è leggermente superiore a quella della scorsa stagione quando dopo dodici partite gli avvicendamenti furono tre: Baroni lasciò il posto a Benevento a De Zerbi, Rastelli a Cagliari al collega Lopez, infine a Genoa tragitto inverso per gli stessi protagonisti dei giorni nostri con Juric che lasciò la panchina rossoblù a Ballardini. Dopo di loro le copertine dei giornali furono dedicate ad altri sette esoneri (da Montella a Mihajlovic), un numero che nessun club di serie A vorrebbe aiutare a raggiungere nuovamente nei prossimi mesi. Ma si sa, per gli allenatori il posto fisso è un qualcosa che non esiste.