serie la juventus sta allitalia real madrid al mondo
Redazione Derby Derby Derby
di Davide Capano - "Quando giochi alla Juventus il peso specifico di un pallone è diverso da quello che ha in qualsiasi altra squadra. La decisione su cosa fare con la palla può farti vincere o perdere partite e trofei”. In trentasei parole Massimiliano Allegri, prima della sfida di Udine, sottintendeva, forse, un concetto non banale: la Juve sta all’Italia come il Real Madrid (non quello delle ultime 4 gare, sia chiaro) al Mondo. Due squadre dove la classe comunica con la classe. Il tecnico bianconero è come un bimbo che gioca con i LEGO. Già, perché tra Bernardeschi, Cristiano, Cuadrado, Dybala, Douglas Costa, Kean, Mandžukić, ha la possibilità di costruire qualcosa come 28 e rotti attacchi diversi! D’altro canto, un torneo così monotematico come la nostra Serie A si può ammirare solo a Vannatu, piccola nazione nel Sud Pacifico composta da un’ottantina di isole. Lì il Tafea Fc, squadra della capitale PortVila, è arrivato a 15 titoli nazionali di fila. Curiosità? Gli abitanti della sopracitata città, circa 44mila, riempirebbero l’Allianz Stadium di Torino. Stesso discorso di manifesta supremazia per il Lincoln Red Imps Football Club a Gibilterra, l’Al-Faisaly Club di Amman in Giordania, il Rosenborg in Norvegia, il BATE Borisov in Bielorussia e il Lotoha'apai United a Tonga. Tutti campioni nazionali rispettivamente da 14, 13, 13, 12 e 11 annate consecutive. Intanto le ambizioni juventine continuano a crescere come l’appetito a mezzogiorno. Madama versione 18-19 fa scorrerie di vittorie: per la quarta volta nella sua storia porta a casa le prime otto “chicane” di campionato. Come nelle stagioni 1930-31, 1985-86 e 2005-06. I giocatori della Juventus sembrano le Gorgoni, i tre mostri della mitologia greca che avevano capelli a forma di serpenti, ali d’oro e mani di bronzo. Steno, Euriale e Medusa con il loro mostruoso aspetto rendevano di pietra chiunque le fissasse. Cristiano Ronaldo (il testimonial più cool nella regione del sudore), Dybala con quel sorriso da spot televisivo, Mandžukić e soci assumeranno per altre 30 giornate queste sembianze? Sì, se qualcosa di dannatamente importante non si smuove dalle parti di Roma, Milano e Napoli. “Si accettano miracoli”, diceva Alessandro Siani nel suo film di tre anni fa. Una palingenesi pallonara, del resto, non sarebbe poi così mai male. Altrimenti spazio alla pazienza: l’arte demodè di Giobbe. D’altronde Que Sera, Sera/Whatever will be, will be/The future’s not ours, to see/Que Sera, Sera/What will be, will be canta Doris Day. In attesa di una serata luccicante per cambiare le filastrocche e raccontare nuove storie. La sosta per le Nazionali è iniziata. Il tempo delle castagne è vicino.