di Marco Varini - Nel clásico de Avellaneda, il secondo derby più sentito in Argentina dopo Boca-River, è il Racing a festeggiare i 3 punti. Un netto successo per 3-1 contro l’Independiente, grazie ai gol di Burdisso al 5’ (autorete), Lisandro Lopez al 54’ (rigore) e Zaracho al 94’. Inutile il momentaneo pari di Gaibor, nel recupero del primo tempo. Un successo importante che conferma il Racing capolista, a +3 sul Defensa y Justicia, che ha però una partita in meno. Ma dove nasce la rivalità fra queste due formazioni? Una rivalità che ha sede nella città di Avellaneda, piccola cittadina poco fuori Buenos Aires, ma non per questo meno sentita, anzi.Due squadre con una particolarità che ricorda Liverpool ed Everton, i due stadi sono infatti distanti poche centinaia di metri, proprio come nella città inglese. Una sfida che divampa nel 1967, quando il Racing Avellaneda era fra i club più forti al mondo. I biancocelesti infatti avevano appena vinto la Coppa Intercontinentale, superando in finale il Celtic, fresco vincitore della Coppa dei Campioni nella finale di Lisbona contro l’Inter. Troppo per i tifosi dell’Independiente, che decidono di agire, nascondendo nello stadio dei rivali i cadaveri di 7 gatti neri. Il Racing non vincerà più fino alla Supercopa Libertadores della stagione ‘87/’88, e solo nel 2014 torna a trionfare in Prima Divisione. Nel corso degli anni diversi presidenti hanno cercato invano il “regalo” rivale, ma senza successo. Da qui la denominazione di “derby dei 7 gatti neri”. Una maledizione che pare terminata, visti i successi degli ultimi anni, ma soprattutto in virtù dell’attuale primo posto in classifica. Il Racing viaggia verso il 18° titolo, successo che li porterebbe a +2 sui rivali dell’Independiente, già alle prese con gli scongiuri del caso. Allo studio, chi lo sa, potrebbe esserci un nuovo dispetto..
Senza categoria
sfatata la maledizione al racing clasico de avellaneda
© RIPRODUZIONE RISERVATA