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Redazione Derby Derby Derby

di Emanuele Landi - 18 maggio: ultimo atto di un campionato appassionante, ultima giornata di regular season del campionato di Serie B e bisogna decidere chi deve accompagnare l’Empoli in Serie A e chi deve affrontare le forche caudine dei play-off. Il Frosinone è davanti ma fa harakiri con il Foggia, senza obiettivi che riesce a pareggiare in casa dei ciociari, mentre Spezia-Parma finisce 0-2 sancendo la promozione diretta degli emiliani, la terza consecutiva per i gialloblù. Record assoluto del Parma, unica squadra finora nella storia a salire in tre stagioni dalla D alla A. Tutto bene e tutto normale? Leggendo queste semplici righe non si può che fare solo i complimenti ai ducali e onorare la sportività del Foggia. Attenzione, però, perché dal fischio finale un velo d’ombra ha avvolto Spezia-Parma. Una lunga coda di polemiche è montata nei giorni successivi alla partita: dapprima come colpevole è stato additato Alberto Gilardino, che in questo campionato ha giocato con Lo Spezia, ma l’esplosione della sua carriera è avvenuta al Parma, dove nel triennio 2002-05 ha segnato la bellezza di 50 reti. Ebbene l’attaccante nativo di Biella, avrebbe, secondo i maligni, sbagliato apposta il rigore nel primo tempo quando il risultato era sullo 0-1 in favore della sua ex squadra. Cattivi pensieri che sono continuati nel post-gara, nonostante Gila avesse professato la sua innocenza.Oggi 9 giugno sulle pagine de Il Secolo XIX, giornale che si occupa delle vicende delle squadre liguri, quindi molto vicino anche a La Spezia, parla di un’indagine riguardo quella partita, con i giocatori spezzini che sono stati interrogati. Filippo De Col e Alberto Masi, in forza con gli Aquilotti di La Spezia, avrebbero, infatti, denunciato alcuni SMS ricevuti dagli avversari. Il derby della Cisa, perciò, non è ancora finito e rischia di essere ricordato a lungo come avvenne per un’altra squadra ligure. Le tante polemiche portano alla mente ad un’altra gara decisiva nella storia del campionato cadetto: Genoa-Venezia del 2005, gara terminata sul campo per 3-2, risultato che avrebbe garantito il mantenimento del primo posto dei rossoblù e l’aritmetica promozione in A, contro una squadra già retrocessa nella allora C1. La partita fu davvero combattuta all’interno del rettangolo di gioco, tanto che nessuno avrebbe potuto sospettare nulla, se non fosse stato per Alberto Lari e Giovanni Arena. I due magistrati genovesi indagando su casi di scommesse clandestine posero la loro attenzione su questa partita. Pochi giorni dopo un dirigente del Venezia, Giuseppe Pagliara, fu fermato dai carabinieri. Durante la perquisizione, fu scoperto il contratto di >Ruben Maldonado che sarebbe dovuto passare al Genoa e 250.000 euro in contanti sarebbero stati un anticipo della somma pattuita. In seguito alle indagini si scoprì il reato: i soldi erano il premio per il Venezia per una sconfitta già concordata. Il Genoa fu così declassato all’ultimo posto della Serie B e fu retrocesso in C1 con 3 punti di penalità. Ora ci si chiede: Spezia-Parma sarà stato un Genoa-Venezia bis o soltanto una gara atipica?