di Mattia Marinelli - Mauricio Macrì è stato presidente del Boca Juniors e sa bene cos'è il Superclasico. Soprattutto se elevato all'ennesima potenza di una finale di Copa Libertadores. Ma da presidente della Repubblica argentina sa anche che Boca-River e River-Boca sono un orgoglio per il Paese e per la sua capitale. Due argentine di Buenos Aires che hanno eliminato due squadre brasiliane. Il Superclasico è derby all'ultimo sangue, non sarà mai una festa. Ma il presidente Macrì è intervenuto in prima persona. E' vero, il Superclasico non è esattamente una partita come le altre, figurarsi quando vale la Champions del Sudamerica. Considerando che qualche stagione fa sono stati necessari i lacrimogeni in campo, c’è da immaginare quanto un doppio scontro possa essere potenzialmente deflagrante. Ma il Presidente della Repubblica, Mauricio Macri vuole andare oltre. La sua speranza è che entrambe le partite possano vedere la presenza nello stadio dei rivali della tifoseria avversaria. Vale a dire, riservare posti per i tifosi del River alla Bombonera e poi ricambiare il favore a quelli del Boca nella partita decisiva al Monumental. Martín Ocampo, responsabile della sicurezza della Municipalità di Buenos Aires, ha però dichiarato: “Non è fattibile un Superclasico con i tifosi ospiti. Il calcio deve cambiare. Se mi dicessero che non ci saranno violenze e pericoli per nessuno, lo organizzerei domani mattina. Ma se questa storia mette a rischio la vita anche di un solo cittadino di Buenos Aires, la decisione sarà sempre negativa”. Macri però su Radio La Red ha spiegato di nuovo la sua posizione. “Mi ricordo la semifinale che abbiamo vinto contro il River e lo stadio tutto in silenzio, quello non è calcio. Questa doppia finale è irripetibile, perchè poi cambierà il regolamento. Tutti dobbiamo scendere a compromessi affinchè si giochi con i tifosi avversari nello stadio. Dobbiamo dimostrare che stiamo cambiando e che, nonostante la rivalità, nulla può giustificare la violenza. E quindi cercheremo un accordo tra Governo e Municipalità di Buenos Aires per far sì che ci siano anche gli ospiti”.
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