di Max Bambara - In una giornata che avrebbe dovuto essere normale, Leonardo Bonucci ha rilasciato sul suo profilo instagram un pensiero particolare. In risposta infatti ad un utente che gli augurava la morte dei suoi figli, il giocatore della Juventus ha scritto così: “Forse un giorno vivremo in un mondo migliore, per ora quello da cui spero di tenere lontano i miei figli è questo qui. Quello di questa gente. Quello della violenza fatta di gesti, parole e pensieri". Di solito, quando accadono cose del genere il consiglio più facile che viene dato a tutti, soprattutto ai personaggi famosi, è quello di ignorare questi personaggi. A mio avviso, è giunta l’ora di mettere alla berlina e di esporre davanti alle proprie responsabilità personaggi che non hanno nemmeno il coraggio di apparire e che celano dietro un account social la propria identità. Il fenomeno è in evidente aumento e quanto accaduto a Bonucci ieri sera è solo uno degli esempi più volgari e biechi che possano esistere. Augurare la morte di due bambini ad un atleta che ha il difetto di indossare la maglia sbagliata o di aver rilasciato dichiarazioni sbagliate non è calcio, non è sport, non è una simpatica burla. Non è nemmeno qualcosa di comprensibile. Purtroppo è soltanto il segno dei tempi, dove nella giungla della rete si può fare ciò che nella realtà non si avrebbe nemmeno il coraggio di pensare. Quasi sempre questi “personaggi in cerca di autore” (Pirandello ci perdonerà se prendiamo a prestito il titolo di un suo celebre libro…) vivono nell’anonimato. Non mettono una faccia, un nome, un cognome, qualcosa che li possa identificare. Danno senso al proprio ego malato inventandosi un nickname fantasioso ed iniziando crociate verbali contro chiunque non sia in accordo con loro su determinati argomenti o non esprima opinioni a loro gradite. Sotto l’insegna di quel meraviglioso valore chiamato libertà, pensano di poter fare qualsiasi cosa e di poter mancare di rispetto chiunque. In realtà, qualsiasi valore, portato alle estreme conseguenze, non fa altro che produrre un disvalore. Anche la libertà non si sottrae a tal sorte ed è così che nasce il libertinismo spicciolo che svilisce la grandezza della libertà di espressione. I social, purtroppo, sono divenuti loro malgrado la discarica di tutte le frustrazioni più volgari di troppi personaggi che non hanno neanche il coraggio di rivelarsi. Tutto questo deve finire e bene ha fatto Leonardo Bonucci a denunciare pubblicamente l’accaduto. Dovrebbero farlo tutti, vip e persone normali, perché se abdichiamo sul concetto di confronto civile a favore di una indifferenza vuota, rischiamo soltanto di dare un permesso implicito a questi prodi signori nel continuare le loro indecenti crociate.

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