di Max Bambara - Mentre ai tifosi nerazzurri l'eventuale operazione sembra una "cosa fra agenti", il sentiment dei tifosi rossoneri sulle voci dell'operazione Suso-Brozovic è eloquente. Insomma... Giù le mani da Suso! Ci si arrabbia per poche cose nella vita, ma quando si leggono ipotesi del genere la rabbia viene fuori. Detto molto chiaramente: Suso all’Inter non ci deve andare. Non s’ha da fare, come dissero i bravi a Don Abbondio nella più celebre opera manzoniana. E' probabile che si tratti solo di una indiscrezione giornalistica, ma pensare al Milan che cede Suso all’Inter magari per Brozovic e 20 milioni di euro (la classica mangiata di fagioli) fa male. Perché nell’Inter Suso andrebbe a completare perfettamente un quadrilatero tattico da far paura. Il Milan finora, per tanti motivi (poca disponibilità economica prima e poca considerazione dello spagnolo poi) non ha mai pensato all’idea di mettere Suso nella sua condizione ideale di calcio. Per farlo, serve una grande prima punta brava ad attaccare il primo palo (Bacca era carente in questo fondamentale e Kalinic ha altre caratteristiche, meno da punta d’area) ed un esterno offensivo che abbia i tempi tecnici per aggredire il secondo palo. All’Inter questi due giocatori ci sono. Si tratta di Icardi e Perisic. Suso pertanto verrebbe a trovarsi nella sua condizione migliore di calcio in cui rendere al meglio. Il Milan invece, si porterebbe a casa un buon giocatore (Brozovic), ma estremamente discontinuo e difficilmente collocabile nel 4-3-3, dato che non è un vero play e da mezzala fa fatica. Perché quindi arrivare a portare a termine un’operazione del genere? Non vi è assolutamente ragione perché questa operazione vada in porto. Parlare anche solo di tentazione è assurdo. Suso deve rimanere al Milan. Come Bonaventura e come Calhanoglu. A loro devono aggiungersi altre due opzioni offensive di valore importante. Per crescere il Milan deve ampliare il suo bagaglio di scelte. Non deve assolutamente privarsi dei suoi giocatori chiave. Non sarebbe giusto verso la squadra e, soprattutto, verso il grande lavoro svolto da Rino Gattuso nella scorsa stagione.
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