di Emanuele Landi - Bruno Neri è stato un esempio di correttezza sportiva e di lotta al fascismo ed è proprio per questo che il comune di Torino gli ha dedicato il Toret del piazzale San Gabriele di Gorizia, molto vicino all’attuale stadio Olimpico “Grande Torino” e a due passi dallo stadio Filadelfia, vicinanza che aveva spinto il consigliere della circoscrizione 8, Augusto Montaruli a cercare di intitolarlo al calciatore e partigiano Bruno Neri. Per chi non fosse piemontese va ricordato che il Toret, termine piemontese che significa toretto, ed indica la tipica fontanella pubblica della città di Torino, celebre caratteristica dell'arredo urbano.Il Toret di piazzale San Gabriele di Gorizia è, quindi, ancor di più un simbolo granata e di resistenza partigiana. La scorsa notte, però, il Toret è stato tappezzato di simboli di ultras juventini vicini a Forza Nuova e una dedica a Giampiero Combi, "grande campione della Juventus e della Nazionale dell'Italia fascista, la cosiddetta Nazionale del Duce". Bruno Neri, conosciuto da molti come il mediano partigiano, viene ricordato per la sua carriera da giocatore ma soprattutto per il suo impegno politico antifascista durante il secondo conflitto mondiale. Originario di Faenza, esordisce nel 1926 a soli 16 anni nella squadra della sua città. Dopo una fugace stagione al Livorno, con una sola presenza all’attivo, nel 1929 venne acquistato dalla Fiorentina per 10 000 lire, contribuendo alla promozione in Serie A dei viola nel 1931. Neri era un terzino diventato mediano, apprezzato molto per la sua dedizione e la sua grinta. Con la Viola colleziona 187 presenze e una rete nelle sue sette stagioni. Nel 1936, appunto, colleziona anche 3 presenze in nazionale, e si trasferisce per un anno alla Lucchese e dopo un solo anno arriva al Torino. Nei granata rimane per tre annate, dove colleziona 65 presenze e realizza un goal. Nel 1940 appende gli scarpini al chiodo ed allena per una stagione il Faenza. Già da calciatore aveva rifiutato il regime fascista, come dimostra la sua unicità nel non esibire il saluto romano, durante l’inaugurazione dell’attuale Artemio Franchi, allora Giovanni Berta, nel 1931. Una volta terminata la sua carriera agonistica, si dedica molto alla sua attività “politica”, arruolandosi tra le fila della resistenza partigiana dopo l'armistizio di Cassibile del 1943. Neri morirà il 10 luglio 1944 a Gamogna in uno scontro con i nazisti. "Mi hanno informato di questo scempio questa mattina - spiega Montaruli - nel prossimo consiglio si sarebbe discussa la mozione ora spero che questa sorpresa di Forza Nuova acceleri i tempi. La metteremo ai voti il prima possibile e speriamo venga accolta dal consiglio comunale e dalla giunta. Mi piacerebbe ci fosse anche un'azione simbolica e che fossero due calciatori, uno della Juventus e uno del Torino a dipingere il toret, sarebbe un bel gesto e una presa di distanza da quanto accaduto".Cosa ha spinto questi vandali ad imbrattare il Toret? Rivalità sportiva o dissenso politico? Qualunque sia il motivo un atto di vandalismo va denunciato perché un derby è bello solo quando si tratta di sfottò e sana competizione sul campo, piuttosto che vandalismo, mancanza di rispetto e scontri di ideologie politiche.
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