di Davide Capano - Ogni Derby ha un’etichetta, un simbolo che lo contraddistingue. A Torino c’è la Mole Antonelliana. Ecco perché la stracittadina di domani sera (arbitra il Sig. Marco Guida) non ha bisogno di presentazioni particolari. Si prevede una gara con ritmi da batterista metal. Il Toro è fascinoso e imprevedibile, la Juve è rassicurante e solida. Dopo 197 confronti (il primo nel 1907), più 41 “amichevoli”, gli uomini di Mazzarri vogliono cambiare natura alla quasi continua perturbazione bianconera degli ultimi vent’anni. Ultimamente i granata, dinanzi alla Vecchia Signora, sembrano Franchia quando si siede sul puffo del megadirettore: balbettano. Eppure “la partita del campanile” ha la magia per risvegliare un orso. Figuriamoci un Toro. La banda di Allegri, tuttavia, in Italia vincerebbe anche a biliardino e a canasta contro qualsiasi tipo di avversario. È come Grifondoro: vince sempre in qualche modo. Insuperabile come i Trecento alle Termopili. In sfide del genere, però, c’è quel diapason di sofferenza e stoica sopportazione che spesso risuona alto nel romanzo del calcio. Chi regalerà il bengala decisivo nel cielo del Derby torinese? Il Gallo Belotti, l’ex Iago Falque, Dybala o David Copperfield CR7? Speriamo sia un match sereno e poco VARiabile. In Torino-Juventus non c’è cherofobia che tenga! Per informazioni chiedere a Riccardo Maspero, l’uomo della “buca”.
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