di Francesco Quattrone - Il tecnico ex Napoli, in carica dal 4 gennaio dello scorso anno, ha avuto un inizio non esaltante ed è stato beccato più volte dal tifo granata. Infatti, arrivarono solo due vittorie (Benevento, 3-0 e Udinese,2-0) nelle prime 8 da allenatore del Torino per Walter Mazzarri. E qualcuno già rumoreggiava sulle quattro sconfitte di fila contro Juventus, Verona, Roma e Fiorentina. Ma come per tutte le cose, per ottenere dei risultati bisogna avere tempo e far lavorare con tranquillità l’intero staff. Il presidente Cairo è sempre stato dalla parte dell’allenatore toscano dimostrandosi sempre fiducioso nei suoi confronti. Il suo Toro chiude la stagione al decimo posto con 54 punti, a meno sei dall’Europa. Questo dimostra che il lavoro di Mazzarri è stato più che ottimo, subentrare a stagione in corso, infatti non è mai facile, e soprattutto dettare subito le proprie idee di gioco e far cambiare direzione ai propri giocatori. Dicevamo del tempo, come colui capace di confermare o bocciare il tutto. Da questo punto di vista è stato confermato, anche grazie all’ottimo mercato fatto dai granata in questa stagione, ma ancora di più è stato favorevole nei confronti di Mazzarri che ha saputo mettere ogni pedina al proprio posto dando una forma e un gioco efficace al Torino. Possiamo definire il 2-0 arrivato lo scorso turno contro l’Atalanta come la sintesi del lavoro mazzarriano: si è vista una squadra cattiva al punto giusto e cinica lì davanti, contro una compagine che viaggia a mille come la Dea non è assolutamente facile non subire il suo gioco e soprattutto la qualità dei nerazzurri lì davanti. Il Toro di Mazzarri però è riuscito a limitare e rendere difficile quello che di solito i giocatori di Gasperini sanno fare bene ad occhi chiusi. Non è assolutamente una sorpresa o un’impresa anche perché il Torino, non a caso, non subisce gol da 5 partite di fila, compresa ovviamente quella contro i bergamaschi. Questo è il frutto di un allenatore capace e intuitivo nel leggere le diverse circostanze, che sa mettere in atto il suo modo di vedere il calcio facendo esaltare le qualità di ogni suo giocatore. Ora l’Europa è più vicina, non è soltanto un miraggio o un vecchio sogno. Di imprese Mazzarri ne ha fatte, ma questa volta il giocattolo è ben collaudato, per far sognare un popolo e perché no, prendersi alcune rivincite personali. Torino e Mazzarri, il binomio è perfetto.

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