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un derby lalbero toro vuole giocarselo

Redazione Derby Derby Derby

di Mattia Marinelli - La cornice del castello di Montaldo Torinese ha rappresentato, nel ritrovo del Natale granata, l'occasione per consegnare al presidente del Torino U

rbano Cairo il premio "Andrea Fortunato", dedicato alla memoria del calciatore della Juventus scomparso prematuramente nel 1995: “Andrea ha avuto la sfortuna di avere quella malattia, mi ha fatto piacere ritirare il premio di persona. Era un ragazzo per bene, me ne hanno parlato tutti bene" ha ricordato Cairo. Che poi ha toccato il capitolo derby: "L’avversario non ha mai perso, le ha vinte tutte tranne un pareggio. Noi dobbiamo giocarcela al meglio". Il numero 1 del Toro non vuole però parlare di bilanci: "Ci sono ancora tante partite davanti, c’è tutto il girone di ritorno da giocare. Il piccolo bilancio di dicembre ci dice che potevamo fare un pochino meglio, ma abbiamo anche giocatori che si possono ancora esprimere". A partire dal derby: "Ci aspettiamo un bel Toro compatto, ma sappiamo che la Juve è un avversario importante: serve il giusto furore agonistico". Ma sarà finalmente derby vero? Il tema è stato trattato da Diego Fornero, sul sito Toronews.net: "Ma ha ancora senso parlare di sfida cittadina contro un Club che ha sedi in ogni parte del mondo, che dispone del giocatore più globale che sia mai esistito, che riempie palazzetti e stadi negli USA come in Asia e che basa tutta la propria strategia di marketing sull’internazionalità e che di torinese, parliamoci chiaro, a parte sede e proprietà (ma neppure, visto che l’EXOR, cassaforte di famiglia, ha sede legale e fiscale in Olanda), ha poco o nulla? Sia chiaro, nessuna partita ha avuto il fascino del derby in passato e, virtualmente, lo ha tuttora. Ma in questo Toro che ha cambiato fisionomia, personalmente, piuttosto che creare un’attenzione spasmodica su questa partita, trovo molto più significativo vedere una squadra che in campo se la gioca alla pari (o quasi) con tutte le altre big, l’Inter, il Milan, la Roma, il Napoli… Le cosiddette grandi del nostro calcio che hanno ancora una parvenza umana, che si concedono ancora alti e bassi, come è nella normalità delle cose. Caricare di aspettative eccessive una partita così, contro una squadra oggettivamente fuori portata per chiunque, è metodologicamente sbagliatoQuesto non significa rinunciare a giocare, anzi..."