di Enrico Vitolo - Per fortuna ci sono due metà campo. Se in quella difensiva il copione scritto in questi mesi continua a ricevere fischi al termino dello spettacolo, in quella offensiva invece alla chiusura del sipario l’esibizione conquista solo applausi. Tanti applausi. Se poi Cutrone e Higuain “recitano” come contro la Sampdoria allora diventa tutto più facile. Ma mentre l’allievo e il maestro hanno fatto capire che il tandem può funzionare e anche molto bene, tutto il Milan di Gattuso ha ribadito che i gol possono arrivare a prescindere. Con grande frequenza, in qualsiasi modo. Specie da fuori area. Una vera novità, piacevole. Da anni, infatti, i rossoneri non erano così pericolosi dalla lunga distanza, talmente pericolosi che sono già 7 dopo 18 reti segnate in campionato. Ma la percentuale cresce ancora di più se l’analisi è legata alle ultime cinque giornate: da Biglia contro l’Empoli (deviazione decisiva di Capezzi) a Suso contro la Sampdoria le realizzazioni da fuori area sono addirittura 7 su 11. Nel mezzo ci sono le gare con il Sassuolo, dove i cecchini furono Kessie, Suso (doppietta) e Castillejo, e il Chievo Verona dove lo stesso compito toccò a Bonaventura. Un gol dietro l’altro che consentono a El Pipita e compagni, nonostante una gara in meno, di avere il terzo miglior attacco della serie A nonostante novanta minuti in meno a referto (meglio hanno fatto la Juventus con 21 centri e il Napoli con 19). Ed anche questa è un’altra piacevole novità.
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