di Valentina Alduini - In questi giorni stiamo assistendo ad alcuni colpi di scena che vedono protagonisti alcuni pezzi da novanta del nostro campionato. Tra questi, ci sono certamente gli ex capitani di Inter e Napoli, ovvero Mauro Icardi e Marek Hamsik. Se il primo è stato destituito della fascia di capitano dei nerazzurri e non sta passando certo ore serene, il secondo ha appena intrapreso una nuova avventura in Cina, precisamente nel Dalian Yifang. La permanenza al Napoli, per lo slovacco, è stata lunga ben 12 anni. Un arco di tempo che gli ha permesso di vivere emozioni immense, di vincere due Coppe Italia e una Supercoppa italiana e di guidare la squadra da capitano per ben 6 stagioni, facendo sognare milioni di tifosi. Insomma, per il club partenopeo, Hamsik è stato certamente un giocatore simbolo, uno di quelli che si possono definire bandiere. Proprio queste ultime, nel calcio attuale, sembrano essere sempre meno. Dopo l'addio di Marek al Napoli, nel nostro campionato i giocatori simbolo, quelli che vestono la maglia del proprio club da molti anni e che riescono a non cedere alle tentazioni che provengono da altre squadre ... Sono sempre meno. Se nel passato abbiamo potuto ammirare bandiere del calibro di Gaetano Scirea, storico giocatore della Juventus che scomparve prematuramente nel 1989, e di Gianni Rivera, volto storico del Milan negli anni '60, negli anni recenti abbiamo assistito all'addio di altre bandiere. Basti pensare, ad esempio, all'addio al Milan dello storico capitano Paolo Maldini che ha vestito i colori rossoneri per 25 anni, giocando ogni partita con l'agonismo tipico di un derby (anche di questi, ne ha giocati e vinti parecchi!). Il difensore, che si è ritirato al termine della stagione 2008 - 2009, ha indossato la fascia da capitano per ben 8 anni anche in Nazionale. E che dire di un altro capitano storico, quello bianconero, Alessandro Del Piero? Nell'estate del 1993, l'ex numero 10 juventino approdò a Torino per restarci fino all'estate del 2012, anno in cui diede poi l'addio al club italiano per trasferirsi al Sydney Fc. Quando Pinturicchio, questo il suo soprannome, andò via, restò inevitabilmente un senso di smarrimento nei tifosi bianconeri che però, avrebbero poi avuto modo di veder emergere sempre di più nella loro squadra altre bandiere come Gianluigi Buffon (attualmente al Paris Saint Germain) e Giorgio Chiellini, ancora in campo con la maglia della Juventus. E come non nominare Francesco Totti, simbolo della Roma che, nel corso della sua carriera (come Paolo Maldini nel Milan) ha vestito soltanto i colori giallorossi. Per il Pupone, così come tutti i suoi colleghi degni del titolo di bandiera, ogni partita è stata vissuta come un derby perchè l'importante è sempre stato dare anima e corpo alla squadra per reggiungere, insieme ad essa, traguardi importanti. Oggi, tra le fila della Roma, il posto di uomo simbolo dell'ex numero 10 è stato preso da De Rossi, quello che spesse volte abbiamo sentito nominare in passato come "capitan futuro". Daniele, nel corso di questi anni è cresciuto come persona e come giocatore e, insieme al suo ex capitano, è riuscito anche a laurearsi Campione del Mondo con la casacca dell'Italia nel 2006. Al momento, il giocatore, è una delle poche bandiere ancora in attività. Ma i giocatori simbolo, capaci di restare in una società per molti anni, non perdendo mai la voglia di vincere e di sacrificarsi per il bene della stessa, sono naturalmente presenti anche nelle cosiddette provinciali. Ad avvalorare questa tesi è, ad esempio, Sergio Pellisier. Il classe 1979, arrivò al Chievo Verona nel 2000 ma venne ceduto in prestito alla Spal. Nel 2002, però, tornò in Veneto e da qui, non si è più mosso diventando il simbolo di questa straordinaria realtà. Dunque, anche se a causa del cambiamento del mondo del calcio le bandiere sono sempre meno, continuano ad esistere. Vista però l'età anagrafica degli attuali giocatori simbolo che, purtroppo, non è più così bassa, la domanda sorge spontanea: nelle nuove generazioni che si stanno affacciando sul grande panorama internazionale, ci saranno ancora calciatori in grado di acquisire questo status, rimanendo fedeli alla propria squadra, senza cedere alle avance di altri club? L'interrogativo, resta aperto.
Senza categoria
via anche hamsik chiellini ultima bandiera
© RIPRODUZIONE RISERVATA