di Enrico Vitolo - Se in passato si è definito con estrema facilità speciale, oggi dovrebbe definirsi con estrema sincerità probabilmente l’esatto opposto. Sì, dovrebbe avere il coraggio di farlo invece di scaricare sempre le colpe sugli altri. Ma conoscendolo difficilmente accadrà, anzi è sicuro che non accadrà. Ma intanto dopo Real Madrid e Chelsea, anche al Manchester United è arrivato l'ennesimo risultato finale tutt'altro che entusiasmante da parte di José Mourinho. Certo nelle ultime due esperienze ha comunque aggiunto alla sua bacheca un discreto numero di trofei, ma questo non può bastare. Non più. Definirlo un fallimento sarebbe indubbiamente eccessivo, in giro infatti ci sono risultati anche peggiori, ma ora a tenere banco sono soltanto le sconfitte. Le stesse che in pratica l'hanno costretto a dover lasciare in fretta e furia blancos e blues e che ora potrebbero costringerlo a salutare anche i reds. Zidane e Conte si intravedono già dietro uno dei vicoli di Manchester, del resto il passo falso inaspettato in casa del Brighton della settimana scorsa e il pesante ko del lunedì sera contro il Tottenham non possono non essere presi in considerazione. Un po' come gli applausi che il portoghese ha rivolto al suo pubblico al triplice fischio finale del monday night dell'Old Trafford, un gesto che è sembrato quasi di addio. Di saluto definitivo. Non solo al suo pubblico ma anche alla Premier League, le prossime infatti potrebbero diventare le ore decisive per il futuro del portoghese. I punti interrogativi, dunque, restano nonostante “le Premier vinte che sono di più di tutti gli altri 19 allenatori”, questo l’esclamazione di Mourinho ieri sera nella conferenza post gara. Chi, invece, ha messo un bel punto esclamativo sul suo di futuro, anzi tre, è Mauricio Pochettino. Nonostante un'estate simile a quella vissuta dal suo collega, per essere più precisi anche peggiore tenendo conto degli zero acquisti effettuati, l'argentino ha fatto poche chiacchiere, non ha dato vita a nessun gioco mediatico ma ha pensato esclusivamente a fare bene in quel rettangolo verde dove tutto può essere sovvertito. Prima l'ha pensato, poi lo ha anche fatto. A quanto pare ora c'è un nuovo allenatore speciale in circolazione.
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