L'allenatore dei grigiorossi prepara il match della domenica pasquale: allo Zini servirà una fare una prestazione perfetta per sognare ancora la salvezza
Giampaolo vuole una grande prestazione
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LA RICERCA DI MUSICALITÀ - "Uso il termine 'musicalità' per spiegare che, a volte, serve un tocco in più per gestire il gioco. Chi ha sensibilità calcistica ne percepisce i ritmi e gli spazi. Non è un compito che ricade su un singolo interprete, ma un movimento corale: non bisogna sempre forzare la profondità o cercare verticalizzazioni immediate, rischiando di spaccare la squadra e sprecare fiato. Fare un passaggio in più, come visto a Parma, permette di gestire meglio le energie, accrescere la sicurezza nel possesso e difendersi tenendo la palla. Il calcio 'frettoloso' non appartiene alla mia filosofia; la musicalità è, in sintesi, il senso del tempo all'interno della manovra".
LA PRESTAZIONE SPERATA - "Loro giocano un calcio di grande intensità, ricco di spunti quando hanno il pallone e molto aggressivo in fase di non possesso. Hanno la capacità di dettare il ritmo; per questo ho chiesto ai miei una prestazione fuori dal comune sotto ogni aspetto: tattico, tecnico e mentale. L'intensità sui novantacinque minuti sarà la chiave della sfida".
INTERPRETI DIVERSI RISPETTO A PARMA? - "La conoscenza profonda di un gruppo richiede tempo e il test quotidiano di soluzioni differenti. Un calciatore lo capisci davvero solo lavorandoci sul campo e finora ho riscontrato una disponibilità totale da parte di tutti. Non mi sbilancio sui singoli perché, con umiltà, so che il campo può sempre smentire le previsioni. Ciò che mi rasserena è la dedizione mostrata dai ragazzi; con il tempo imparerò a conoscere ogni loro sfumatura, ma la loro serietà è già un'ottima base di partenza".
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