Otto anni di Serie A per Manuel Belleri, oggi Milan Academy in Giappone
Inzaghi: "Ci è mancato Correa ma per lo Scudetto ci manca poco, società vigile sul mercato"
Ex di molte squadre fra cui Bologna, Lazio, Atalanta, Udinese, Lecce e Spal, Manuel Belleri, nelle sue dichiarazioni ad EuropaCalcio è stato molto duro sulla pubblicizzazione dell'Avigan contro il virus in Giappone, proprio il paese in cui lui si trova oggi per Milan Academy: “Sì, anche qui hanno visto in molti quel video, ed è stato un qualcosa di violento: ha dato una percezione della realtà non vera, in quanto sembrava che in Giappone si stesse bene per via dell’Avigan. E’ stato un messaggio pericoloso anche per noi. Pensa che il mattino seguente, quando mi ero svegliato mi sono ritrovato almeno cinquanta messaggi di amici e conoscenti italiani, e tutti mi chiedevano di comprare e spedirgli quel farmaco. Si percepiva che erano spaventati da ciò che stavano vivendo. In ogni caso quella del Giappone è una grandissima esperienza, va molto bene. Quando arrivai parlavo solo italiano, ora invece anche inglese e un po’ di giapponese. Avevo vicino una persona che mi faceva da traduttore, poi è andato da Fernando Torres e adesso è il traduttore di Ibarbo. E’ un’esperienza che mi sta formando molto, e sto imparando una cultura diversa. Oltre che lavorare per la Milan Academy, faccio lezioni di calcio private ai bambini dai 9 ai 12 anni“.
E la J1 League? “Non ha nulla a che vedere con la Serie A, ma il livello è buono. Negli stadi l’atmosfera è molto positiva, non esiste la contestazione dei tifosi. Ad averlo saputo prima, avrei chiuso volentieri qui la carriera da giocatore“.
Quanto al campionato nostrano, la gente è molto divisa su quando eventualmente riprendere...“Per prima cosa, ma come già hanno detto tanti, la salute è fondamentale e viene prima di tutto. Ma nello stesso tempo anche il mondo economico deve ricominciare. Bisogna però cambiare i modi di lavorare. E’ vero che ora il trend è molto migliorato, ma finché non c’è un vaccino e nemmeno una cura per il coronavirus, il rischio rimane. E a settembre, quando farà meno caldo, il problema potrebbe riproporsi. Con un solo giocatore infetto si fermerebbe tutto di nuovo. Si dovrebbe ricominciare intanto a porte chiuse, e utilizzando appunto metodi diversi, anzitutto isolando i giocatori, non più in gruppo in spogliatoi e docce singole. E’ bene pensarci“.
Se si dovesse riprendere, per quale squadra tifa Belleri? “Io sono un grande tifoso del Milan, ma purtroppo già prima dello stop era ampiamente fuori dalla lotta scudetto. Sosterrò la Lazio del mio amico Simone Inzaghi, mi piace tantissimo il suo calcio“.
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