di Davide Capano -
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La Spal si conferma Società Per Alte Latitudini. Lo sanno bene gli “amicissimi” Alfred Gomis e Mohamed Fares che saranno protagonisti di un Derby spallino in Coppa d’Africa. Alle 19, infatti, si affrontano in Senegal-Algeria, gara valida per la seconda giornata del gruppo C. Entrambe le nazionali hanno 3 punti a testa in un girone che comprende anche Kenya e Tanzania.
Di questi tempi servono nuove narrazioni per toccare il cuore della realtà. Tipo l’intervista che i due giocatori hanno rilasciato alla Gazzetta dello Sport.
Di seguito il testo integrale: “Devo dire che non abbiamo mai avuto fortuna contro di loro, ma adesso che c’è Fares...”, sorride Gomis. “Ecco, facciamo così – risponde Fares –: se la mia Algeria ha quasi sempre vinto col Senegal, mi farò mettere in panchina va’...”.
La vostra Coppa d’Africa in tre parole?
Fares: “Grande gioia, anche perché non l’ho mai fatta. Ma almeno noi una volta l’abbiamo vinta la Coppa, nel ’90: voi no...”.
Gomis: “È emozione, niente... vacanze (ride, ndr) e un carico di gioia: anche per me è la prima volta”.
Cosa c’è di italiano in voi e cosa del vostro paese?
F.: “Io sono in Italia da 5 anni e appena arrivato a 17 volevo scappare: quando tornavamo dalle vacanze chiedevo a mio padre Nasser di poter rientrare a Parigi con loro ma lui è stato forte nel convincermi a non mollare. Diciamo che quando mi si chiude la vena sono algerino, quando devo pensare, beh, penso in italiano”.
G.: “Di senegalese ho il colore della pelle, è un fatto oggettivo. Io sono in Italia da quando avevo tre anni e ormai sono un mix fra l’una e l’altra cultura. E ne sono orgoglioso”.
La grande favorita alla vittoria?
F.: “Noi e il Senegal”.
G.: “Ovviamente noi, spero che la partita del girone sia un antipasto della finale. Poi ci sono Nigeria, Marocco e l’Egitto”.
Migliore qualità di Algeria e Senegal?
F.: “Abbiamo carattere, qualsiasi cosa succeda moltiplichiamo la personalità”.
G.: “Il gruppo, ci uniamo come mai assieme al popolo del Senegal. E abbiamo qualità. Perdiamo poco e siamo stati fuori dal mondiale in Russia per colpa di due cartellini”.
Scegliete il “vostro” giocatore rappresentativo.
F.: “Tre: Mahrez, Feghouli e Fares…”.
G.: “Uno per ruolo: Koulibaly, Mané e Idrissa Gueye”.
Un vostro connazionale che diventerà un top player.
F.: “Ounas: in Italia lo conosciamo ma fra qualche anno sarà grandissimo. E aggiungo Bennacer”.
G.: “Mamadou Loum N’Diaye, regista basso o trequartista”.
Le offese a Koulibaly a San Siro cosa vi hanno lasciato?
F.: “Sarebbe giusto interrompere le partite davanti a certe idiozie. Sono dispiaciuto per Kalidou perché è una grande persona. Il calcio non deve mostrare certe brutte facce legate al razzismo. Se mi è mai capitato un episodio del genere? No, ma così sarebbe terribile”.
G.: “A me è successo sì, ma non ne parlo. Quanto al mio compagno di nazionale dico che io, essendo anche italiano, sono rimasto impietrito e indignato: prima dell’uomo e del giocatore c’è un’autorità competente che dovrebbe intervenire facendo rispettare la persona. Sento tante belle parole ma vorrei vedere anche i fatti”.
Usciamo un attimo: cosa vi resta dell’annata-Spal?
G.: “L’aver trovato un amico vero, tanto che abbiamo già fatto vacanze insieme. Sono contento della salvezza e di poter restare ancora un altro anno, visto il rinnovo che sa di fiducia piena nei miei confronti”.
F.: “Ho trovato un fratello maggiore. Il gol che ricordo con più gioia? Quello al Parma. Mercato? Non ne parlo…”.
Cosa fate se vincete la Coppa?
G.: “Vado a casa di Momo: o gli stappo lo champagne sul divano o se vince lui metto i tappi per le orecchie”.
F.: “Speriamo di no, ma comunque non ti apro di sicuro”.
Chi raggiungerà Latitudini Più Alte tra Alfred e Momo?
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