"Credo che Pervis debba prima di tutto ritrovare fiducia, ritrovare quella fiducia in sé stesso e anche la condizione fisica, che non è più tornata la stessa da quell’infortunio di cui ti parlavo. Questo è un aspetto fondamentale. Dopo l’infortunio ha faticato a ristabilirsi come titolare al Brighton. E anche quando ci è riuscito, faceva fatica soprattutto nella fase di spinta offensiva. Anche con la Nazionale ecuadoriana, nelle ultime partite non è stato lo stesso: in fase offensiva non ha inciso come in passato, anche se in difesa non ha sfigurato. Questo anche grazie al fatto che è affiancato da due ottimi centrali come Hincapié e Pacho, che danno solidità alla retroguardia dell’Ecuador".
"Secondo me, sul piano mentale deve ritrovare fiducia, ed è per questo che penso che la sfida al Milan sia molto importante: sia per il prestigio storico del club, sia perché il campionato italiano potrebbe aiutarlo. Venendo dalla Premier, dove l’esplosività è fondamentale, l’ambiente tattico della Serie A potrebbe fargli bene per provare a tornare a quel livello altissimo che, secondo me, ha raggiunto al Villarreal, quando ha vinto l’Europa League e poi è arrivato fino in semifinale di Champions, e anche nelle sue prime stagioni al Brighton, soprattutto sotto la guida di Roberto De Zerbi".
"Credo che mentalmente sia pronto per affrontare la sfida di arrivare al Milan. Diventerebbe il primo calciatore ecuadoriano a giocare nel club rossonero, e anche questo per lui rappresenta qualcosa di molto importante. È un leader all’interno della nazionale ecuadoriana, uno dei capitani. È maturo, sa cosa vuole dalla sua carriera e penso che questo sia un buon momento per affrontare un trasferimento del genere".
"Non so se lui stesso si veda come l’erede diretto di Theo Hernandez, soprattutto per il ruolo di leadership che il francese ha ricoperto nel Milan, ma può sicuramente essere un giocatore capace di offrire soluzioni e alternative offensive che potrebbero tornare molto utili alla squadra. Si spinge in avanti persino più di Theo Hernandez. Forse Theo è più raffinato dal punto di vista difensivo, ma anche lui è molto portato all’attacco".
A quale giocatore lo paragoneresti per caratteristiche tecniche e stile di gioco?"Se dovessi paragonarlo, nel suo momento migliore, parlo dell’epoca al Villarreal o dei primi anni al Brighton, per velocità e capacità di arrivare in area avversaria, lo confronterei con Nuno Mendes attuale, ovviamente con le dovute proporzioni, dato che il portoghese sta vivendo un momento straordinario. Ma quel tipo di esplosività era ciò che caratterizzava Pervis Estupinan. È anche forte fisicamente: ora deve solo ritrovare la fiducia e adattarsi il più rapidamente possibile. Penso che possa fare bene al Milan, ce lo auguriamo tutti in Ecuador, perché a un anno dal Mondiale la cosa più importante è che giocatori fondamentali come Pervis arrivino all’appuntamento con minuti nelle gambe e, soprattutto, con fiducia".