Il centrocampista classe 2005, arrivato in estate del Bayern, è stato intervistato dal "Corriere dello Sport"

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Arijon Ibrahimovic, centrocampista classe 2005 del Frosinone, arrivato dal Bayern Monaco in estate, ha parlato del suo passaggio in giallazzurro al Corriere dello Sport: "Cercavo una squadra per giocare, ho capito dai primi colloqui con il direttore Angelozzi e il tecnico Di Francesco che questo poteva essere il posto giusto. Una neopromossa? E perché no. A me interessavano una squadra costruita per proporre calcio e un allenatore che amasse lavorare con i giovani. Avevo visto anche qualche video delle prime partite. Se mi ero pentito della scelta quando Di Francesco non mi faceva giocare? Mai. Abbiamo un tecnico applicato, paziente, che ama il calcio in cui sei impostato per proporre un’idea e portarla avanti. Ho sempre saputo, anche quando non giocavo ancora, che Di Francesco stava facendo con me un lavoro proiettato all’esordio. E me ne parlava, ci siamo sempre confrontati".

Frosinone Calcio v Empoli FC - Serie A TIM

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L'altro Ibra dimostra di avere personalità anche a parole oltre che in campo (già due gol tra campionato e Coppa Italia): "Per me è il mio cognome, quello della mia famiglia, che effetto può fare?? Poi lo so che nel calcio Ibrahimovic è l’altro, ci giocavano tanto anche in Germania su questo. E ho già detto che Zlatan è stato uno dei miei modelli, come CR7. Mi piacerebbe tanto incontrarlo e stringergli la mano. Magari succede contro il Milan. Sempre se il mister mi fa giocare. Cosa mi resta del Bayern e con chi ho legato di più lì? Eh, mi resta tanto. Parliamo di un grandissimo club. Ho legato con Musiala, ma non dimentico gli importanti consigli di Kimmich e Müller. E poi è la squadra di cui siamo tifosi in famiglia".

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