Annata sopra le aspettative per il club ligure, con un’identità precisa, buone prestazioni individuali e una gestione tecnica che ha portato equilibrio e risultati

Il Genoa ha chiuso la stagione con grande dignità, stabilità e qualche spunto sorprendente. In un campionato dove molte squadre si sono perse tra alti e bassi, i rossoblù hanno fatto della compattezza difensiva e dell’efficacia offensiva le loro armi principali, costruendo una classifica solida e meritata.

Genoa-Vieira

Panchina promossa: Gilardino e Vieira, doppia firma vincente

Il percorso del Genoa è stato guidato con competenza da due tecnici diversi ma ugualmente efficaci. Gilardino ha consolidato quanto di buono costruito, mentre Vieira, accolto inizialmente con perplessità, ha saputo conquistare il gruppo e l’ambiente. Entrambi hanno saputo gestire con intelligenza la rosa, tenendo sempre la squadra in carreggiata e chiudendo a ridosso della top 10, un risultato che alla vigilia in pochi avrebbero immaginato, voto 8.

Gilardino Genoa
Alberto Gilardino, 42 anni, allenatore del Genoa (Foto di Simone Arveda/Getty Images)

Pinamonti e Miretti, l’attacco che ha superato le aspettative

Senza fuochi d’artificio ma con tanta sostanza, Pinamonti ha garantito gol pesanti, mentre Miretti, reinventato in posizione più avanzata, ha fatto un preziosissimo lavoro di raccordo e pressing offensivo. Non saranno stati protagonisti delle copertine, ma il loro apporto è stato fondamentale per il bilancio finale: insieme hanno combinato per 13 gol e 4 assist, contribuendo in modo concreto alla solidità offensiva della squadra, voto 7+.

Genoa CFC v Ascoli Calcio - Coppa Italia
Andrea Pinamonti del Genoa CFC esulta dopo il suo primo gol durante la partita di Coppa Italia tra Genoa CFC e Ascoli Calcio allo Stadio Luigi Ferraris il 3 dicembre 2019 a Genova, Italia. (Foto di Paolo Rattini/Getty Images)

Martin e Vásquez, i pilastri che non hanno tradito

In un reparto difensivo che ha saputo reggere e brillare anche contro squadre superiori sulla carta, Martin e Vásquez si sono imposti come elementi chiave. Solidi, lucidi e anche propositivi in fase di impostazione, hanno incarnato alla perfezione lo spirito concreto della squadra, voto 7.

Vasquez
Johan Vasquez, difensore del Genoa (Foto di Simone Arveda/Getty Images)

Vitinha, occasione mancata

In un contesto dove tanti hanno dato qualcosa in più, Vitinha è sembrato spesso fuori ritmo. Il suo contributo in zona gol è stato minimo e le scelte sbagliate nei momenti decisivi hanno finito per oscurare il suo potenziale. Per il portoghese, sarà fondamentale voltare pagina e ripartire con convinzione nella prossima stagione, voto 5.

Una squadra vera, oltre i limiti

Il Genoa ha fatto più di quanto ci si aspettasse, senza fronzoli ma con idee chiare e non era scontato a inizio stagione dopo la cessione di Albert Gudmundsson, lo spirito collettivo e un’identità precisa sono stati fondamentali. I margini per crescere ci sono, e le fondamenta  sembrano solide.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenta Continua la lettura
Commenti
Tutti
Leggi altri commenti