di DDD -

Il ragazzo è cresciuto e continua a crescere. Sei anni fa era il gemello di Cristante nella Primavera del Milan. Oggi è un bomber moderno, che segna e fa gioco, in grado di calamitare anche le mire dei migliori campionati europei. Insomma, Andrea Petagna ha messo a tacere tutti i suoi detrattori a suon di gol nel corso della stagione. La salvezza della Spal è praticamente certa grazie agli ottimi risultati ottenuti dalla squadra, e il merito è anche e soprattutto delle sue reti: "Ritorno in Nazionale? Speriamo presto, io lavoro per questo e cerco di migliorarmi ogni giorno. La Nazionale credo che sia il sogno di tutti i ragazzi che giocano a calcio, l’ho assaporata una volta con mister Ventura. Devo continuare a fare gol per farmi trovare pronto. «Il record di gol in A? Penso che fosse un po’ destino. Mio nonno è stato qui in A, per questo traguardo devo ringraziare la società, mister Semplici che mi ha dato sempre fiducia. Ora mancano cinque partite e voglio migliorare il mio record. Sono contento soprattutto che i miei gol abbiano aiutato la Spal, ma bisogna sempre migliorarsi".

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Non solo: il Leicester campione di Premier League 2015/16 cerca un attaccante per il prossimo calciomercato e ha individuato in Andrea Petagna l'obiettivo da centrare. Secondo quanto scrive il 'Guardian', la dirigenza delle 'Foxes' è pronta fare un'offerta di 20 milioni di euro all'Atalanta, proprietaria del cartellino del 23enne bomber che in questo campionato ha segnato 14 gol. Ma la situazione è complicata dal fatto, ricorda il giornale, che nell'accordo sottoscritto a suo tempo per il prestito di Petagna alla Spal c'è la clausola che obbliga la società di Ferrara ad acquistare il giocatore, per dieci milioni, in caso di salvezza. A ciò va aggiunta la voglia del calciatore di rimanere nel club di cui suo nonno Francesco fu a lungo allenatore. Petagna ha avuto altri estimatori in Premier League, come il Cardiff che, ricorda il 'Guardian', lo scorso a gennaio è stato sul punto di prenderlo prima di virare su altri giocatori.

Andrea non è alla Spal non solo per motivi tecnici, ma affettivi e familiari. Lo si capisce bene dalle dichiarazioni dell'attaccante triestino, rilasciate la scorsa estate al momento di essere presentato dalla Spal: "Sotto sotto ero tifoso della SPAL sin da piccolo, quando mio nonno Francesco mi raccontava con grande entusiasmo dei suoi trascorsi sulla panchina che ora è di Semplici. Vorrei segnare qualche gol in più, può essere l'occasione giusta perché potrei giocare in una posizione più centrale".

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