Una giornata di campionato positiva ma sofferta per le prime quattro della classe: il "corto muso" non è più solo un marchio juventino, ma una strategia diffusa
Nel weekend di campionato, le quattro big della Serie A, Napoli, Inter, Juventus e Milan, hanno tutte ottenuto successi importanti, seppur di misura e sofferti. Le vittorie contro Empoli, Roma, Lazio e Udinese non hanno offerto spettacolo, ma hanno garantito punti pesanti per mantenere alte le ambizioni in classifica. In un campionato sempre più equilibrato, il "corto muso" – vincere con il minimo scarto – si sta rivelando una strategia vincente che, alla fine, potrebbe fare la differenza nella corsa allo Scudetto e per i posti in Europa.
Vittorie di misura: il pragmatismo delle big
Le prime quattro in classifica hanno dimostrato che, anche senza prestazioni brillanti, saper soffrire e portare a casa il risultato è fondamentale. Il Napoli ha superato l’Empoli grazie a un calcio di rigore trasformato da Kvaratskhelia, mantenendo il primo posto in classifica, mentre l’Inter, sfruttando un errore di Zalewski, ha strappato un 1-0 contro la Roma grazie al solito Lautaro Martinez. Anche la Juventus, contro una Lazio battagliera, e il Milan, con un successo sull’Udinese, hanno confermato l'importanza di saper gestire i momenti difficili. La concretezza, in questo momento della stagione, vale più dello spettacolo.
Il ritorno del “corto muso”
Una volta considerato un marchio di fabbrica esclusivo della Juventus di Massimiliano Allegri, il concetto di "vittoria di corto muso" è ormai condiviso anche dalle altre grandi. Le squadre di vertice, pur non mostrando il loro miglior calcio, stanno imparando a capitalizzare gli errori degli avversari e a difendere il vantaggio con pragmatismo. Questo approccio cinico e razionale, che sembra prevalere sempre più spesso, dimostra che, nel calcio moderno, non è tanto importante come si vince, ma il fatto che si vinca. Sul lungo periodo, questi successi "di misura" potrebbero rivelarsi determinanti.© RIPRODUZIONE RISERVATA