Tanta Lazio e tanta Inter nelle parole di Ruben Sosa

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Il balletto di Ciro Immobile: non sotto la curva, ma in casa con Jessica e con i videogame sullo sfondo

Durante il programma “Taca La Marca” in onda su Radio Musica Television, è intervenuto Rubén Sosa, ex centravanti di Lazio ed Inter, il quale si è soffermato sulla crisi del calcio italiano e su tanti altri temi, ecco quanto emerso:

FC Internazionale Milano v AC Chievo Verona - Serie A

La ripresa del calcio: "È difficile dire quando si possa riprendere, in Europa sta succedendo di tutto ed anche i calciatori potrebbero correre molti rischi. In Uruguay stiamo rispondendo bene alla quarantena anche se viviamo in una situazione irreale e molto difficile".

Il post Inter: "Sono arrivato a Milano con Pellegrini e sono andato via il primo anno di Moratti, con i nerazzurri ho passato 3 anni bellissimi. Avevo la possibilità di trasferirmi sia al Real Madrid che al Borussia Dortmund, i tedeschi erano una squadra molto forte e mi volevano nonostante le mie condizioni fisiche non erano ottimali. Fu un'annata positiva, vincemmo il campionato e realizzai anche diverse reti".

Il presente: “Mi sono divertito molto nel mondo del calcio, adesso mi piace lavorare con i giovani e scovare nuovi talenti. Sono ambasciatore nel Nacional e mi occupo di scouting, un paio di volte a settimana alleno i ragazzi individualmente"

Consigli per Lautaro: "Credo che debba rimanere all'Inter, lui è un campione, quando si gioca nelle grandi squadre italiane bisogna vincere qualcosa, prima di andare via si deve lasciare il segno, è triste chiudere un rapporto senza ottenere nulla".

Lazio e Immobile: "Immobile è un grandissimo attaccante, l'ho visto l'anno scorso e credo che la Lazio meriti quella posizione di classifica. Mi piace moltissimo come giocano e quest'anno possono dare filo da torcere alle altre. Ora bisogna vedere come si comporteranno durante la ripartenza".

Il miglior compagno di reparto: "Alla Lazio mi sono trovato molto bene con Riedle, il tedesco le prendeva tutte di testa ed io gli giravo intorno. Con Schillaci mi sono divertito parecchio, abbiamo fatto tanti gol, eravamo piccoli e furbi, avevamo un grande gioco rasoterra".

Inter-Parma la doppietta su punizione: "Quella partita segnai una tripletta, feci due gol su punizione ed uno di testa. Fu una partita bellissima e molto equilibrata, il Parma fu vicino al pareggio, ma alla fine la spuntammo noi".

Cavani-Napoli: "Cavani deve tornare a Napoli e la società di De Laurentiis deve compiere uno sforzo, parliamo di un grande campione e di un professionista impeccabile. Se gli azzurri lo riuscissero a prendere farebbero un grande acquisto, lo reputo un fenomeno e per me è secondo solo al grande Diego Maradona".

Darwin Nunez dell'Almeria: "È bravo, è un giocatore, sembra appartenere alla mia epoca. Non è paragonabile a Luis Suarez, un vero fuoriclasse, ma ha più tecnica  e potenzialmente può diventare molto forte. Gli servirebbe una squadra più competitiva, però ha bisogno di tempo, ha la voglia di giocare a calcio tipicamente degli uruguayani. Valencia è una ottima squadra con obiettivi di spessore, è tra le prime cinque in Spagna e sarebbe la soluzione ideale".

Il paragone con Milito: "Diego era un bomber, faceva gol in ogni modo, io però ero più veloce e più forte nel tiro dalla distanza. Siamo simili. Lui ha vinto la Champions, io la Coppa Uefa, che reputo il finale perfetto nonostante un campionato complicato. Lasciare la compagine nerazzurra con un titolo europeo è stato il massimo, visto che i calciatori vengono ricordati per i trofei vinti e non solo per le reti siglate."

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