di Elena Rossin -

Il Torino sta per affrontare il cammino di qualificazione alla fase a gironi dell’Europa League e giovedì scenderà in campo ad Alessandria, al Grande Torino ci sono lavori in corso a seguito di concerti e non è disponibile, e in difesa si profila una “sfida” per una maglia tra Bremer, che dovrebbe ottenerla, e Djidji, che l’anno scorso prima dell’infortunio ha giocato quasi sempre da titolare.

djidji

Mazzarri dal suo arrivo sulla panchina del Torino ha fatto della difesa il punto forte della squadra e, infatti, nello scorso campionato i granata sono stati la quinta difesa avendo subito in trentotto gare trentasette reti, meglio avevano fatto solo Juventus (30), Inter (33), Napoli e Milan (36). Questo perché con Izzo, N’Koulou e prima Moretti e poi Djidji e in seguito ancora Moretti e in un paio di occasioni Bremer a fare da diga davanti a Sirigu il Torino, grazie anche al contributo di centrocampisti e attaccanti, aveva trovato un equilibrio che gli permetteva di subire pochi gol.

In questa stagione che sta per prendere il via con l’addio al cacio giocato di Moretti almeno inizialmente a contendersi il posto saranno Bremer e Djidji che ha sì superato l’infortunio al ginocchio destro, ma che sta ricercando la forma migliore dopo l’intervento chirurgico del ventiquattro aprile scorso di meniscectomia laterale selettiva. Il francese naturalizzato ivoriano in ritiro ha partecipato a due amichevoli, Merano e Pro Patria, ma sempre subentrando nel corso del secondo tempo per cui non sembra ancora avere i classici novanta minuti nelle gambe. Questo fa pensare che a spuntarla per una maglia da titolare con gli ungheresi del Debrecen sarà il più giovane Bremer.  Il brasiliano nella scorsa stagione dopo aver esordito in granata in Coppa Italia con il Cosenza il dodici agosto, rimanendo in campo per 22 minuti, e avendone giocati altri 11 nella prima gara di campionato con la Roma aveva ottenuto la maglia da titolare in Coppa Italia il sei dicembre con il Südtirol per poi accomodarsi di nuovo in panchina fino al ventotto aprile, quando nella partita con il Milan, era entrato quasi a recupero ultimato per poi essere nuovamente titolare nel derby con la Juventus, per la squalifica di Moretti e l’assenza di Djidji a causa dei problemi al ginocchio. Per Bremer ancora il minuto finale della gara con il Sassuolo la settimana successiva e infine la maglia da titolare con la Lazio nell’ultima di campionato lasciando nel finale la passerella a Moretti.

Bremer ha conquistato la fiducia di Mazzarri come ha detto lo stesso mister nella conferenza stampa dopo la partita con la Lazio: “Devo fare i complimenti a Nitti, a Miggiano e a tutto il mio staff tecnico per Brenner perché chi lo ha visto giocare con la palla a livello difensivo era già bravo, ma per giocare a certi livelli era un po' timido con il destro, faceva fatica a uscire con la palla, e invece ora calcia anche di sinistro. In otto mesi, anche se sembra assurdo, questo ragazzo è stato encomiabile perché pur non giocando mai poiché non gli davo spazio tutte le volte per mezz'ora o quaranta minuti alla fine di ogni allenamento con Nitti e Miggiano faceva esercizi di tecnica e chiedeva lui di farli. Con la Lazio ha dato una palla in verticale che sembrava Toninho Cerezo, non sto scherzando me lo ricorda un po' per le movenze, anche se gioca in un altro ruolo. Ha dato una palla incredibile che solo otto mesi fa se la sarebbe sognata. È una cosa che ho voluto dire perché sono contento, mi ha reso felice vedere un ragazzo serio. Questo è un giocatore che oggi ci dà grandi garanzie e ha solo 22 anni”.

Belle le parole che Mazzarri ha auto per Bremer, ma la concorrenza di Djidji resta e sarà derby fra i due per una maglia.

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