di Mattia Marinelli - Ha il peso del derby perso dal suo Toro sulle spalle. E sa bene che, dopo il derby perso, la squadra granata fa fatica nelle partite successive. Ma il "match after" per Zaza non è di quelli normali: lo aspetta il Sassuolo, la squadra della sua crescita e della sua consacrazione. Proprio così, Simone Zaza torna al Mapei Stadium, lo stadio in cui l’attuale numero 11 granata ha vissuto la sua migliore esperienza nel campionato italiano a livello personale. In quel Sassuolo di mister Di Francesco, Zaza era la punta centrale del tridente. Al suo fianco Sansone e Berardi, tanto che nelle due stagioni in neroverde, Zaza ha collezionato 64 presenze e 20 gol, sostanzialmente un gol ogni tre partite, durante la sua prima stagione in Serie A da protagonista. Poi è stato ceduto alla Juventus e, dopo una piccola parentesi in Premier con il West Ham da dimenticare, è approdato a Valencia, mentre nell’estate 2018 ha firmato con i granata e con il Toro, fino ad ora, ha giocato 14 partite, segnando un solo gol (contro il Chievo a Verona all’88’) che ha portato tre punti fondamentali alla squadra allenata da Mazzarri. Per Simone Zaza ci sarà occasione, a gara in corso se dovesse partire dalla panchina, di mostrare la sua voglia di riscatto dopo il clamoroso pasticcio che ha provocato il rigore su Mandzukic nel derby contro la Juve. Zaza è un giocatore combattivo e grintoso, di certo non si farà abbattere dopo l’errore dell’ultima partita. Ma tocca a lui dimostrare di voler mettersi alle spalle quanto accaduto riconquistando la fiducia di tutti al Torino. Dal canto suo, il club granata auspica in una rivalutazione di un giocatore da 14 milioni di euro. Ora la speranza del numero 11 è che il tecnico granata gli dia una chance, almeno nel secondo tempo.
zaza derby non finiscono mai dalla juve al sassuolo
Simone Zaza torna al Mapei Stadium, lo stadio in cui l’attuale numero 11 granata ha vissuto la sua migliore esperienza nel campionato italiano a livello personale. In quel Sassuolo di mister Di Francesco, Zaza era la punta centrale del tridente. Al suo fianco Sansone e Berardi andavano a completare il reparto offensivo. Nelle due stagioni in neroverde, Zaza ha collezionato 64 presenze e 20 gol, sostanzialmente un gol ogni tre partite, durante la sua prima stagione in Serie A da protagonista. Poi è stato ceduto alla Juventus e, dopo una piccola parentesi in Premier con il West Ham da dimenticare, è approdato a Valencia. Con la squadra spagnola ha collezionato 19 gol in 53 presenze: una media del gol ancora più alta rispetto a quella con il Sassuolo. Nell’estate 2018 firma con i granata e con il Toro, fino ad ora, ha giocato 14 partite, segnando un solo gol (contro il Chievo a Verona all’88’) che ha portato tre punti fondamentali alla squadra allenata da Mazzarri.Simone Zaza torna al Mapei Stadium, lo stadio in cui l’attuale numero 11 granata ha vissuto la sua migliore esperienza nel campionato italiano a livello personale. In quel Sassuolo di mister Di Francesco, Zaza era la punta centrale del tridente. Al suo fianco Sansone e Berardi andavano a completare il reparto offensivo. Nelle due stagioni in neroverde, Zaza ha collezionato 64 presenze e 20 gol, sostanzialmente un gol ogni tre partite, durante la sua prima stagione in Serie A da protagonista. Poi è stato ceduto alla Juventus e, dopo una piccola parentesi in Premier con il West Ham da dimenticare, è approdato a Valencia. Con la squadra spagnola ha collezionato 19 gol in 53 presenze: una media del gol ancora più alta rispetto a quella con il Sassuolo. Nell’estate 2018 firma con i granata e con il Toro, fino ad ora, ha giocato 14 partite, segnando un solo gol (contro il Chievo a Verona all’88’) che ha portato tre punti fondamentali alla squadra allenata da Mazzarri.Simone Zaza torna al Mapei Stadium, lo stadio in cui l’attuale numero 11 granata ha vissuto la sua migliore esperienza nel campionato italiano a livello personale. In quel Sassuolo di mister Di Francesco, Zaza era la punta centrale del tridente. Al suo fianco Sansone e Berardi andavano a completare il reparto offensivo. Nelle due stagioni in neroverde, Zaza ha collezionato 64 presenze e 20 gol, sostanzialmente un gol ogni tre partite, durante la sua prima stagione in Serie A da protagonista. Poi è stato ceduto alla Juventus e, dopo una piccola parentesi in Premier con il West Ham da dimenticare, è approdato a Valencia. Con la squadra spagnola ha collezionato 19 gol in 53 presenze: una media del gol ancora più alta rispetto a quella con il Sassuolo. Nell’estate 2018 firma con i granata e con il Toro, fino ad ora, ha giocato 14 partite, segnando un solo gol (contro il Chievo a Verona all’88’) che ha portato tre punti fondamentali alla squadra allenata da Mazzarri.
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