A Budapest un solo obbligo: indossare la mascherina

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Il derby di Budapest al tempo del Covid: curva piena, 16mila spettatori, fumogeni e giochi di luce

Sembra il 2019, invece è in realtà il 2020, l'ottobre del 2020. A Budapest, si è appena giocato il derby cittadino fra Ferencvaros e Ujpest, con i primi, il Fradi, i padroni di casa che hanno vinto 2-0. La Groupama Arena, lo stadio del derby, ha distribuito mascherine e ha controllato che tutti gli spettatori ne avessero una. Stop. Fine dei controlli e della corsa. All'interno dello stadio, poi, scenario pre-Covid. Gli ultras, le curve, i fumogeni...

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Le immagini del derby di Budapest sono diventate virali. Per loro il calcio è libero, allo stadio si fanno cori e si respirano i fumogeni: "Intanto in Ungheria partite di calcio davanti a 16mila tifosi", registrano i social...Anche lui in mascherina, Sergei Rebrov, ex bomber ucraino e oggi allenatore del Ferencvaros, ha commentato la partita sul piano tecnico: "Il derby è stato importante, i giocatori ne hanno sentito assolutamente il peso, siamo riusciti a creare tante situazioni pericolose. Siamo stati in grado di controllare correttamente la palla. Abbiamo commesso degli errori perché non siamo il Barcellona, ​​ma comunque sono contento che abbiamo risolto la situazione, siamo riusciti a giocare in modo aggressivo. I giocatori hanno capito cosa significava il derby".

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