Dalla terza divisione al primo posto in Allsvenskan: il Mjällby, club di un villaggio costiero, sfida i giganti del calcio svedese

Una rosa con tanti talenti

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La formazione del Mjällby (credits Mjällby, Instagram)

Talenti locali e sorprese internazionali nella rosa del Mjällby

La rosa è costruita con creatività. Il capitano Jesper Gustavsson incarna lo spirito locale. Accanto a lui ci sono sorprese come Abdullah Iqbal, difensore pakistano, ed Elliot Stroud. Lo scouting è affidato ad Arvid Franzen, postino a tempo pieno che dedica le ore libere alla ricerca di talenti nascosti in Svezia e oltre.
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L’arrivo del norvegese Karl Marius Aksum come assistente allenatore ha trasformato l’attacco. Il Mjällby ha iniziato a giocare un calcio propositivo, superando lo stereotipo della squadra difensiva di provincia. Le sue idee hanno reso la squadra capace di imporre il gioco anche contro avversari più ricchi e blasonati.

“Ci chiamano i cugini di campagna” dice Torstensson. “All’inizio ci sottovalutavano, ma ora ci rispettano tutti”.  Torstensson evita proclami: “Siamo in una posizione ottima, ma il cammino è ancora lungo. Ma non ho visto segni di distrazione nella squadra”. La vita quotidiana allo Strandvallen è fatta di allenamenti aperti al pubblico, chiacchiere informali sugli spalti e preparazione meticolosa per ogni partita.

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