Radja Nainggolan ripercorre la sua vita: l’infanzia povera in Belgio, l’arrivo in Italia a 16 anni per aiutare la madre, e poi il successo tra Roma e Inter. “Ho speso tanto, ma rifarei tutto. Ho pagato i debiti di mia madre fino all’ultimo"
La vita in Italia
Per il Ninja, almeno all'inizio, trasferirsi in Italia per giocare a calcio non fu un sogno, ma una necessità: "Ho lasciato casa a 16 anni, solo per dare una mano a mamma, Vivevo in un appartamento con altri giovani giocatori, e con un allenatore che mi faceva da tutore perché ero ancora minorenne", ha spiegato. La prima destinazione fu Piacenza: "Lì avevo uno stipendio di 1.400 euro al mese, di cui ne inviavo 500 o 600 a casa, in Belgio. Con il resto dovevo arrangiarmi". Poi, il trasferimento a Cagliari, l'inizio dell'ascesa economica e l'esplosione di Radja in Serie A: "Con i rossoblù prendevo 3000 euro al mese, ma le cose non sono state semplici", ha ricordato. "Avevo 17 anni, tutti i miei compagni di spogliatoio erano già conosciuti e affermati, avevano abiti e accessori firmati. Ma quando si è cominciato a parlare di me, ho capito che dovevo impegnarmi ancora di più, così sarei riuscito a fare un sacco di soldi".
Da lì in avanti, le cose sarebbero andate proprio come voleva: prima la Roma, poi l'Inter, poi ancora il Cagliari e la Spal. Il denaro, ora non era più un problema: "Quando ho iniziato a guadagnare tanto, ho iniziato anche a spendere troppo. Ho buttato via un sacco di soldi, specialmente per gli amici. Che però oggi sono ancora tali". Non sembra avere troppi rimpianti, quindi, l'ex ragazzo terribile della Serie A: "Sono stato un Bad Boy? Non è mai facile gestire certe cifre. Quando guadagni 1000 euro, vivi spendendo quelli che hai. Se ne guadagni 50.000, non è così difficile spenderseli tutti".
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