di Enrico Vitolo –

Se in natura per gli orsi andare in letargo per cinque mesi nel periodo invernale è praticamente fondamentale per la propria vita, nel calcio per un attaccante “riposare” anche solo per poco più di tre mesi può invece complicarla. Anche notevolmente. E non si dica che il freddo di Liverpool può peggiorare i piani. Ne è consapevole Mohamed Salah che fino al termine del 2018 è stato sempre sveglio nonostante il gelo della città inglese, anzi sveglissimo visto quello che è stato capace di fare, ma che invece dall’inizio del nuovo anno in poi sembra essere andato davvero in letargo. Ma non in un’immensa caverna come fanno gli orsi, bensì in una piccola area di rigore dove, tra l’altro, sembra non essere più a suo agio come prima. Sono, infatti, appena 5 i gol segnati nelle 17 gare ufficiali disputate da gennaio ad oggi con la maglia del Liverpool, addirittura 2 nelle ultime 13 giocate tra Premier League (reti contro Bournemouth e Southampton) e Champions League. Numeri ai quali nessuno più era abituato, neanche lo stesso egiziano che nel corso dell’ultimo anno solare ne aveva segnati addirittura 37 in 50 gare.

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Ma se da una parte i numeri attestano in modo inequivocabile il momento negativo di Salah in fase realizzativa, dall’altra viceversa raccontano che l’attaccante del Liverpool non ha cambiato modo di giocare e né tantomeno ha smesso di essere il principale punto di riferimento offensivo della sua squadra. Nonostante il letargo in zona gol, infatti, l’ex Fiorentina e Roma, oltre ad essere il secondo miglior realizzatore della Premier con 18 centri, l’undicesimo assistman con 6 passaggi decisivi e il primo per tocchi in area di rigore (187), è ancora oggi anche il primo calciatore di tutto il campionato inglese per tiri tentati verso la porta avversaria (111 in totale). Ma se fino a qualche tempo la percentuale realizzativa e quella di conclusioni tentate all’interno dello specchio si avvicinavano quasi al 70%, di fatto qualcosa di raro per qualsiasi attaccante, oggi Salah arriva con difficoltà alla soglia del 48%. Ma se ad aprile l’egiziano sarà capace di svegliarsi dal letargo proprio come gli orsi, allora sì che per il suo Liverpool la rincorsa alla vittoria della Premier e alla seconda finale di Champions diventerebbe molto più semplice.

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