Le partite degli anni '30 possono dare soluzione e idee sulle sfide contemporanee? La solidità difensiva di Ferraris e i dribbling rapidi di Raimundo Orsi suggeriscono chiavi di lettura per Gasperini e Spalletti

La nascita della Serie A

Italian National Football Team
La Nazionale Italiana di Calcio si schiera prima di una partita durante la Coppa del mondo FIFA 1934, Italia, 1934. In piedi L - R; Gianpiero Combi (1902 - 1956), Luis Monti (1901 - 1983), Attilio Ferraris (1904 - 1947), Luigi Allemandi (1903 - 1978), Enrique Guaita (1910 - 1959), Giovanni Ferrari (1907 - 1982), e prima fila; Angelo Schiavio (1905 - 1990), Giuseppe Meazza (1910 - 1979), Eraldo Monzeglio (1906 - 1981), Luigi Bertolini (1904 - 1977), e Raimundo Orsi (1901 - 1986). (Foto di Keystone/Hulton Archive/Getty Images)

Czech Equalizer

Nel 1929 l'Italia è ancora sotto il giogo del regime fascista, nonostante si intraveda qualcosa di nuovo nel mondo sportivo. Il campionato italiano diventa a girone unico con 18 squadre provenienti da tutta Italia, affrontandosi nell'andata e nel ritorno. Voluto da Arpinati (un'altra figura centrale per il PNF), anche qua l'obiettivo era quello di rafforzare il calcio italiano soprattutto in ottica dei Mondiali che saranno giocati a breve ('34 e '38, entrambi vinti).

È in questo rinnovato torneo chiamato ora Serie A (italianizzando anche i nomi delle squadre e i termini calcistici di uso comune) che il 12 gennaio 1930 si affrontano Roma e Juventus. La prima sfida istituzionalizzata fra le due squadre. Una sfida al vertice, dove i giallorossi sono già una delle squadre migliori del campionato. Entrambe vengono definite le uniche squadre capaci di battere l'altra. Solo la Juve può battere la Roma e viceversa. Ci troviamo ancora una volta a Roma, sul campo del quartiere Testaccio. La Stampa parla di un terreno strategicamente scelto dai romani in quanto viscido e fangoso, a cui la Juventus era poco abituata.

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