Malen contro Scamacca e Soulé contro CDK: il match di lusso della giornata di Serie A ruoterà attorno all'importanza della fase offensiva, cercando di evitare le critiche e gli errori della prima sfida in assoluto fra i due club italiani
La prima volta di Roma-Atalanta
Dando un veloce sguardo a questo 33esimo turno di Serie A, la dimensione percepita sarà quella della nostalgia. Un sentimento dilatato nello spazio e nel tempo che rimanda sempre al passato idealizzato. La temporalità già vissuta è inscindibile dal presente, vero e proprio luogo di costruzione dell'indagine sull'antico. Lo studio del passato diventa inseparabile dal qui ed ora nel momento in cui ne viene modellato e prodotto, diventando uno strumento di legittimazione dell'attualità. Roma-Atalanta e Napoli-Lazio si muovono esattamente su questi binari della percezione.
È il tempo del ricordo di Gian Piero Gasperini come colui che ha permesso alla Dea di staccarsi dal proprio ruolo sociale di classe subalterna. Il Gasp, in maniera più incisiva di Maurizio Sarri (a cui sono succeduti ben 2 tecnici in grado di superarlo per campionati conquistati), ha avuto un ruolo di grande rilevanza nell'immaginario collettivo bergamasco. La rievocazione del mito antico ha scopi e obiettivi da definire e plasmare soprattutto nel presente. Roma-Atalanta si gioca dunque nella cornice della sacralità e del racconto rituale degli eventi passati. Gasperini è utile nell'inquadrare il match ma per poter comprendere al massimo la sfida si deve partire dal mito originario del 1929.
© RIPRODUZIONE RISERVATA