Malen contro Scamacca e Soulé contro CDK: il match di lusso della giornata di Serie A ruoterà attorno all'importanza della fase offensiva, cercando di evitare le critiche e gli errori della prima sfida in assoluto fra i due club italiani
Lo Stadio Nazionale del Partito Nazionale Fascista
Se l'Atalanta giocava in uno stadio dedicato al milite fascista Mario Brumana, la Roma disputava le partite in casa nello Stadio Nazionale del PNF. L'impianto costruito nel 1911 dall'archistar fascista Marcello Piacentini, ha nel 1927 l'anno di completa presa in carico da parte della dittatura nera. Mussolini comprende gli incredibili spazi che ha la vita privata dell'individuo e cerca di entrarci da qualsiasi poro. Ci riesce nell'ambito della religione, forse l'ambito più intimo del soggetto e inizia a prendere confidenza con gli sport, o meglio, con lo sport per eccellenza, il calcio.
Collocato nei pressi di Villa Flaminia, a pochi passi da Piazza del Popolo, l'eco della struttura rimanda al canone classico dell'estetica greca di Atene. Statue enormi raffiguranti Forza, Civiltà e i 4 elementi Terra, Acqua, Aria e Fuoco. Inoltre, le sue funzioni non si limitavano solamente al calcio. Lo stadio presentava piste podistiche e ciclistiche e nella zona spalti c'erano uffici, palestre, dormitori e punti di ristoro per gli atleti.
A causa dell'usura e dei danni della Grande Guerra, il progetto architettonico arriva ad un punto di svolta. Nel 1927 Augusto Turati cambia il nome in "Stadio del Partito Nazionale Fascista". Si aggiungono così piscine (scoperte e interne), altre palestre, gli uffici istituzionali del CONI e addirittura un albergo a 3 piani per gli atleti. Il richiamo ellenico rimane e all'ingresso, Amleto Cataldi realizza quattro semicolonne con gruppi bronzei raffiguranti il Calcio, la Corsa, la Lotta e il Pugilato. Il nuovo stadio entra così nella vita quotidiana dell'Italia fascista con l'amichevole calcistica fra Italia e Ungheria del 1928, terminata 4-3 per gli azzurri. L'impianto sportivo però, deve le sue fortune alla finale del Mondiale del 1934, occasione in cui l'Italia sconfisse la Cecoslovacchia per 2-1.
© RIPRODUZIONE RISERVATA